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Spazio all'arbitro nel rito civile

del 16/11/2013
di: La Redazione
Spazio all'arbitro nel rito civile
Verso l'introduzione della translatio iudicii, ossia la possibilità per il giudice, su richiesta congiunta delle parti, di rimettere a un arbitro o collegio arbitrale la causa che stenta a procedere, salvando l'attività compiuta in tribunale. Questo uno dei punti su cui stanno accelerando i lavori della commissione Vaccarella, l'organismo di studio in tema di processo civile e mediazione, istituito alla fine dello scorso mese di giugno. La commissione presieduta da Romano Vaccarella, ordinario di diritto processuale civile a La Sapienza di Roma, ha lo scopo di formulare proposte organiche relativamente alle modifiche normative susseguitesi dal 2009 in materia di processo civile, mediazione civile e organizzazione dei servizi di giustizia civile. Ma non è detto che qualcuna di queste proposte, come appunto quella relativa alla translatio iudicii, non possano confluire in qualche provvedimento sull'accelerazione della giustizia civile in approvazione. Ipotesi salutata con favore dal Consiglio nazionale forense che punta su camere di conciliazione e camere arbitrali promosse dall'Avvocatura su tutto il territorio, per garantire un migliore servizio giustizia di prossimità ai cittadini. «Gli Ordini forensi hanno già costituito 122 Organismi di conciliazione e 16 Camere arbitrali. Un buon risultato, con margini di ulteriore miglioramento, pur nelle condizioni di difficoltà nelle quali l'Avvocatura è costretta ad agire», ha riferito ieri il presidente del Cnf, Guido Alpa, aprendo i lavori a Roma della riunione dei presidenti degli Ordini distrettuali. «Questi numeri», ha aggiunto, «dimostrano che l'Avvocatura responsabilmente assolve a un ruolo suppletivo per garantire ai cittadini un servizio essenziale dello Stato, oggetto spesso di riforme non ponderate e non condivise con gli operatori. Esempio ne è la mediazione obbligatoria, che l'Unione europea non impone. Tuttavia gli Ordini forensi hanno organizzato un servizio ramificato sul territorio che occorre valorizzare, perché è garanzia di preparazione e qualità». Il prossimo passo, ha detto Alpa ai presidenti, è quello di potenziare la presenza delle Camere arbitrali. «Al ministero della giustizia, infatti», si legge in una nota del Cnf, «si profila l'ipotesi, che l'Avvocatura vedrebbe con favore, di introdurre la cosiddetta translatio iudicii». «Il Cnf è a disposizione degli Ordini per coadiuvarli nell'organizzazione di questi organismi» ha ribadito Alpa. Nel corso della riunione si è anche affrontato il tema, introdotto dal consigliere tesoriere Lucio Del Paggio, dell'assicurazione obbligatoria per gli avvocati, prevista dalla legge forense. Il confronto avviato ieri, al quale è intervenuta anche la Cassa forense, ha focalizzato le diverse ipotesi in campo. La maggior parte degli interventi è stata favorevole alla ipotesi di una polizza collettiva, ipotesi che il Cnf approfondirà in attesa dell'adozione da parte del Ministero del decreto che deve fissare condizioni minime e massimali.
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