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Acqua pagata in base al reddito

del 16/11/2013
di: Pagina a cura di Luigi Chiarello
Acqua pagata in base al reddito
Si pagherà l'acqua in base al reddito. In bolletta comparirà una nuova componente tariffaria tarata sulle singole utenze, il cui gettito servirà invece a garantire l'accesso universale alla risorsa idrica agli utenti domestici a basso reddito. A cui saranno garantite condizioni di consumo agevolate, ma per la sola quantità d'acqua necessaria al soddisfacimento dei bisogni fondamentali. La novità è prevista dal disegno di legge Collegato ambiente alla legge di Stabilità, varato ieri dal Consiglio dei ministri. Non solo: un livello minimo di fornitura d'acqua sarà assicurato anche agli utenti morosi, cioè a coloro che non sono in regola con i pagamenti. Al contempo, però, verrà messo in campo un nuovo meccanismo di gestione della sempre più numerose morosità, per limitarne l'insorgenza e per assicurare che i costi da queste derivanti non ricadano sugli utenti non morosi.

In bolletta anche un'altra tariffa. Il ddl, che il governo definisce una vera e propria Agenda Verde dell'esecutivo, contiene anche altre novità rispetto a quanto previsto nelle ultime bozze. Dal 2014 verrà istituito un Fondo di garanzia per il servizio idrico nazionale, che servirà ad assicurare copertura finanziaria ai programmi di investimento per il mantenimento e lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Obiettivi prioritari: completare le reti di fognatura e depurazione; evitare sanzioni europee per inadempimento dell'Italia; ridurre gli oneri finanziari della realizzazione degli investimenti, contenendo gli oneri sulle tariffe. Anche qui il Fondo di garanzia verrà alimentato da una specifica componente della tariffa del servizio idrico integrato, che deve ancora essere definita dal governo.

Bonus/malus nella tassa rifiuti per i comuni. Il Collegato ambiente fissa un obiettivo: raggiungere un tasso di raccolta differenziata pari al 65% alla fine del 2020. Per il governo si tratta di un target necessario da stabilire, poiché le norme Ue fissano solo specifici obiettivi di recupero e non di raccolta. Con il rischio «che i Comuni incorrano nelle sanzioni correlate al mancato raggiungimento di tali obiettivi». Così il ddl crea un meccanismo di incentivazione per i Comuni che raggiungono gli obiettivi prefissi di raccolta differenziata: verranno premiati con il pagamento di appena il 20% del tributo regionale relativo ai rifiuti che si conferiscono in discarica. A questo sconto, pari all'80% della cosiddetta ecotassa, si affiancheranno però addizionali punitive (dal 10 al 50%) per i Comuni che non raggiungono gli obiettivi. Ora, va detto che la materia della fiscalità locale è in fase di ampia rivisitazione da parte dell'esecutivo; ma poiché l'ecotassa è sempre stata una componente di costo della tariffa della Tares, di conseguenza potrebbe diventarlo anche della Tari. E dunque il meccanismo di bonus/malus sulla raccolta differenziata dovrebbe ricadere su tutti gli utenti, domestici e non.

Demolizioni agevolate. Infine, altra novità del ddl ambiente è la previsione di un nuovo finanziamento a favore degli interventi di demolizione degli immobili abusivi realizzati in aree a elevato rischio idrogeologico; il meccanismo punta finanziare rimozioni e demolizioni di opere e immobili abusivi, che impediscono gli interventi di messa in sicurezza dei territori a rischio.

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