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Elude chi strapaga il manager

del 15/11/2013
di: di Debora Alberici
Elude chi strapaga il manager
È elusione fiscale corrispondere un compenso troppo alto all'amministratore unico. Non solo. La società di capitali non ha diritto alla detrazione di quanto corrisposto al manager che è paragonabile all'imprenditore. Ribadendo che l'amministrazione finanziaria può sempre valutare la congruità dei costi esposti in bilancio, la Corte di cassazione, con l'ordinanza n. 25572 del 14 novembre 2013, ha respinto il ricorso di una srl. Legando sempre più le mani alle piccole e medie imprese, la sezione tributaria ha ribadito sul punto che «in tema di imposte sui redditi e con riferimento alla detrazione di quello d'impresa, l'art. 62 del dpr 22 dicembre 1986, n. 917, il quale esclude l'ammissibilità di deduzioni a titolo di compenso per il lavoro prestato o l'opera svolta dall'imprenditore, limitando la deducibilità delle spese per prestazioni di lavoro a quelle sostenute per quello dipendente e per compensi spettanti agli amministratori di società di persone, non consente di dedurre dall'imponibile il compenso per il lavoro prestato e l'opera svolta dall'amministratore unico di società di capitali». Infatti la posizione di quest'ultimo è equiparabile, sotto il profilo giuridico, a quella dell'imprenditore, non essendo individuabile, in relazione alla sua attività gestoria, la formazione di una volontà imprenditoriale distinta da quella della società, e non ricorrendo quindi l'assoggettamento all'altrui potere direttivo, di controllo e disciplinare, che costituisce il requisito tipico della subordinazione, come nella specie. Per non parlare del fatto che rientra nei poteri dell'amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, anche se non risultano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi negli atti giuridici d'impresa. Da ciò deriva che la deducibilità, ai sensi dell'art. 62 del dpr 22 dicembre 1986, n. 917, dei compensi degli amministratori delle società non implica che gli uffici finanziari siano vincolati alla misura indicata in deliberazioni sociali o contratti, competendo all'Ufficio la verifica dell'attendibilità economica dei predetti dati

Del resto il fatto che la deducibilità del compenso all'amministratore ormai possa essere eccepita anche con riferimento alle società di capitali, non cambia affatto il quadro complessivo del caso in esame, dal momento che si tratta di innovazione, introdotta all'art. 95 dpr n. 917/86 dall'art. 6, comma 6, dlgs n. 247/05, ed entrata in vigore soltanto nel 2004, senza efficacia retroattiva.

Anche la Procura generale della Suprema corte di cassazione, nell'udienza tenutasi al Palazzaccio lo scorso 23 ottobre, ha chiesto al Collegio di legittimità di confermare la decisione della Ctr di Bari.

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