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Salute e sicurezza anche se l'impresa è di fatto

del 15/11/2013
di: di Christina Feriozzi
Salute e sicurezza anche se l'impresa è di fatto
Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro salvaguardata anche per l'impresa familiare di fatto. Il familiare che presta la sua attività di lavoro in modo continuativo nella famiglia o nell'impresa familiare ha diritto oltre che al mantenimento, agli utili e all'avviamento, anche alle regolari misure di tutela e prevenzione a favore dei lavoratori anche se il suo rapporto non scaturisce da uno specifico atto notarile. È quanto scaturisce dalla risposta all'interpello n.9 del 24/10/13 posto dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa al ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell'art. 12 del dlgs 81/2008.

L'I.F. in ottica civilistica. In relazione alla forma, è bene precisare che il codice civile non richiede alcun particolare requisito per riscontrare l'esistenza dell'impresa familiare ai sensi dell'art. 230-bis c.c. È, infatti, pacificamente riconosciuto sufficiente l'appurare una collaborazione continuativa del familiare e la sua non riconducibilità a un diverso specifico tipo di rapporto. Pertanto, in ottica civilistica, non risulta necessaria nessuna dichiarazione di volontà o negozio giuridico, tanto più che non sarebbe richiesta neanche la forma scritta, bastando un accordo tacito dei partecipanti (impresa familiare di fatto). Può, tuttavia, risultare opportuno, per chiarire le condizioni di impiego e prevenire controversie, stilare un atto in forma scritta fra il titolare dell'impresa e il familiare.

Il punto di vista fiscale. La formalizzazione usualmente riservata all'I.F. (ossia mediante atto pubblico notarile o scrittura privata autenticata anteriore al periodo di imposta rispetto al quale si vuole attuare la ripartizione del reddito), attiene i soli fini fiscali. Essa, prevista dall'art. 5, co. 4 del dpr 917/86 non assume rilevanza sul piano civilistico, costituendo un mero atto ricognitivo e di documentazione (App. Roma 17/8/2004). Non bisogna confondere, quindi, gli scopi fiscali con quelli previsti dal legislatore civile, poiché non sempre i soggetti coinvolti possono avere interesse a formalizzare il rapporto intrattenuto (si pensi al collaboratore pensionato o al figlio ancora dedito agli studi che non vogliano attribuirsi fiscalmente l'eventuale quota reddituale).

La tutela giuslavoristica. Ribadita, dalla commissione per l'interpello la pacifica costituibilità dell'I.F. senza la necessità di uno specifico atto notarile, viene sottolineato che ai fini dell'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, a dette imprese (anche di fatto) si applica l'art. 21 del dlgs 81/2008 ossia i collaboratori devono utilizzare le attrezzature di lavoro con le cautele previste dalla legge, munirsi dei dispositivi di protezione individuale e di apposita tessera di riconoscimento. In tal modo gli stessi potranno beneficiare della sorveglianza sanitaria (visite mediche) e della partecipazione a corsi di formazione specifici in tema di salute dei lavoratori.

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