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Il ritardo fa male all'Iva

del 14/11/2013
di: di Debora Alberici
Il ritardo fa male all'Iva
La presentazione della dichiarazione Iva anche con un solo giorno di ritardo fa cadere il diritto alla detrazione. Ciò anche se tali detrazioni erano state computate per mesi di competenza.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 25477 del 13 novembre 2013.

Non solo. In motivazione la sezione tributaria chiarisce anche l'omessa presentazione nei termini della dichiarazione Iva legittima l'accertamento con metodo induttivo da parte del fisco.

Sul punto il Collegio di legittimità ha ribadito che ai sensi del combinato disposto degli artt. 28, 37 (che prevede il termine di decadenza per la presentazione della dichiarazione annuale Iva) e 55 del dpr 633/72 (che espone il contribuente all'accertamento induttivo, in caso di mancata presentazione della dichiarazione), la presentazione della dichiarazione Iva anche con un solo giorno di ritardo rispetto al termine di decadenza di trenta giorni comporta la perdita definitiva del diritto alla detrazione.

L'estinzione del diritto in questione esclude, pertanto, la possibilità di recuperare il credito maturato in ordine al periodo di imposta, cui è correlata la dichiarazione omessa, attraverso il trasferimento della detrazione nel periodo di imposta successivo, ma non determina la perdita anche del diverso diritto al rimborso esercitabile, in mancanza di una disciplina specifica posta dalla legislazione in materia, nel termine biennale di decadenza previsto dall'art. 21 del dlgs n. 546/92.

Fra l'altro, ricorda ancora Piazza Cavour, l'inottemperanza del contribuente all'obbligo della dichiarazione annuale, poi, al contrario di quanto sostenuto dalla società, lo espone all'accertamento induttivo ex art. 55 dpr 633/72, costituendo, infatti, proprio tale condotta omissiva del contribuente il presupposto fattuale del suddetto accertamento.

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