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Fondo riequilibrio 2012, il saldo arriverà nel 2014

del 13/11/2013
di: Matteo Barbero
Fondo riequilibrio 2012, il saldo arriverà nel 2014
Per i comuni, il saldo del fondo sperimentale di riequilibrio 2012 arriverà solo nel 2014. Lo ha reso noto, ieri, un comunicato del ministero dell'interno, precisando che resta da versare poco più del 2% del totale. Tuttavia, in questa vistosa discrepanza temporale fra competenza e cassa sono sintetizzate tutte le patologie dell'attuale contesto di finanza locale.

Il fondo sperimentale di riequilibrio è stato istituito dal dlgs 23/2011 al posto dei vecchi trasferimenti erariali, sostituiti (o, più correttamente, «fiscalizzati») a partire dallo scorso anno, nel tentativo di abbandonare il precedente sistema di finanza «derivata» per passare a un assetto maggiormente federalista. Il relativo riparto è stato piuttosto tribolato, a causa (oltre che della crisi di liquidità che da tempo ha colpito le casse statali) del discutibile meccanismo previsto dall'art. 13, comma 17, del dl 201/2011: in base a tale disposizione, la quota di fsr spettante ad ogni comune è variata in modo simmetrico rispetto alla differenza fra il gettito dell'Imu 2012 e quello dell'Ici 2010.

In pratica, gli enti che hanno incassato più dall'Imu che dalla vecchia Ici hanno dovuto cedere la differenza via fsr e viceversa. Le continue oscillazioni delle stime del Mef sui due parametri di calcolo ha contribuito ai ritardi nella quantificazione degli importi di questo complicato dare-avere, al punto che i conti sono stati chiusi solo ad esercizio 2013 inoltrato. Lo scorso 9 ottobre 2013, quindi, il Viminale ha disposto il pagamento di un ulteriore «acconto», nella misura percentuale del 97,64% della spettanza annuale aggiornata a maggio 2013, a seguito dell'ennesima verifica del gettito Imu 2012. Oltre agli enti che avevano già ottenuto l'intero ammontare loro dovuto, sono stati esclusi quelli assoggettati a sanzioni per non avere trasmesso tempestivamente il certificato di bilancio e i dati a Sose per il calcolo dei fabbisogni standard.

Il saldo, invece, sarà pagato nel prossimo esercizio finanziario (quindi con quasi 2 anni di ritardo), non appena le relative risorse finanziarie saranno disponibili nel bilancio dello stato.

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