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Quando la cartella si sdoppia

del 13/11/2013
di: Massimo Brambilla
Quando la cartella si sdoppia
Fine agosto 2012, al rientro dalle ferie trovo due raccomandate ritirate dal portiere. Oggetto: eccesso di velocità misurato da due tutor dell'Autosole notificate dalla prefettura di Piacenza. A pochi giorni dalla scadenza dei termini del pagamento, mi reco in posta per spedire le raccomandate in cui dichiaro i dati del conducente e procedere al pagamento delle contravvenzioni: una delle due non mi viene accettata perché in ritardo di un giorno; accidenti, credevo fossero arrivate assieme, il timbro di una non era leggibile. Pazienza, aspetterò la nuova sanzione che, già so, arriverà duplicata.

Ottobre 2013, arriva la nuova sanzione, direttamente in formato cartella esattoriale emessa da Equitalia. Però i dati del conducente, spediti con un giorno di ritardo tramite raccomandata, sono stati contabilizzati, visto che nel frattempo i punti sono stati decurtati; due pesi per la stessa misura, dunque. Quel che è peggio è che di cartelle esattoriali in realtà ne sono arrivate due di pari importo: una a carico del conducente e l'altra carico dell'intestatario dell'auto. Dopo qualche giorno di lettura e rilettura dei documenti mi accorgo che nelle 10 pagine di una cartella veniva citato una volta (e solo una), in mezzo alle righe di testo, «obbligato in solido».

Mi sorge un dubbio: vuoi vedere che Equitalia ha intimato la stessa esazione contemporaneamente a due persone diverse, ovvero al conducente (primo obbligato) e al proprietario dell'auto (obbligato in solido)? Telefono quindi a Equitalia, dove non sanno nulla, alla prefettura di Piacenza, dove non sono competenti, e alla Polstrada, dove finalmente mi confermano che le due cartelle riguardano la stessa contravvenzione non pagata entro la scadenza, dicendo che è prassi normale chiedere a Equitalia la riscossione sia dall'obbligato principale e sia da quello in solido, simultaneamente. Richiamo Equitalia e chiedo, a nome di tutti quelli che hanno pagato due volte la stessa sanzione in una circostanza identica, in che modo avviene il rimborso. E qui cadiamo nei tempi e nei meandri della pubblica amministrazione, che chiede la riscossione entro 60 giorni per poi risarcire in modo e a tempo indefinito.

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