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Accise dei carburanti al rialzo

del 13/11/2013
di: di Nicola Tani
Accise dei carburanti al rialzo
Una ministangata sulle accise dei carburanti per coprire il flop della sanatoria per le maximulte a carico dei concessionari di slot machine: in un'audizione alla commissione finanze della camera, il vicepresidente di Assopetroli-Assoenergia, Simone Canestrelli, ha annunciato ieri che l'aumento sui carburanti da autotrazione potrebbe ammontare a 8,5 centesimi al litro, come previsto dalla clausola di salvaguardia contenuta nel decreto Imu. Salvo ripensamenti del governo, solo così sarà possibile turare la falla da 365 milioni di euro che si è aperta nelle casse dello stato fino alla fine dell'anno: il saldo dalla definizione agevolata delle sanzioni della Corte dei conti agli operatori delle macchinette è finora fermo a 233 milioni di euro, un dato ben lontano dai 742,5 milioni preventivati in caso di un'adesione al 30% o anche dai 495 milioni previsti dopo la nuova formulazione della legge, che stabiliva la possibilità di accedere al condono versando il 20% delle somme. Una revisione che non è piaciuta affatto alla terza sezione della Corte dei conti: secondo quanto riportato ieri da Agipronews, nel decreto di condanna di un concessionario, che conferma il pagamento al 30% della multa, i giudici sottolineano che la riduzione al 20% della multa è una misura che contiene «palesi storture», avrebbe fatto prevalere «la finalità di fare cassa» del legislatore, e snaturato i reali scopi della «definizione agevolata».

Per accogliere la riduzione al 20%, prevista dal governo, la Corte ritiene che si sarebbe dovuta individuare una «minore gravità della colpa» oppure una «particolare tenuità del pregiudizio erariale». Il «no» dei giudici erariali costringe così i concessionari intenzionati a chiudere il contenzioso a integrare le somme già versate (233 milioni complessivi) sul conto vincolato del ministero delle finanze. In caso contrario si proseguirà nel giudizio di merito, con un'udienza di appello ancora da fissare, e le somme già accreditate dagli operatori, «qualora non chieste in restituzione», saranno considerate come «anticipo dell'eventuale condanna oppure, in caso di assoluzione, restituite». Mancano all'appello dunque almeno 116,5 milioni di euro, vale a dire la differenza tra le multe ridotte al 20% e le sanzioni inflitte dalla Corte dei conti: per questo, al vaglio del governo ci sarebbe una rateizzazione, nell'arco di due o tre anni, della somma residua.

Per ora è solo una delle ipotesi sulle quali si sta lavorando per risolvere una volta per tutte la questione delle maximulte. Le modalità di dilazione potrebbero essere inserite in un decreto legge, da approvare in una delle prossime riunioni del consiglio dei ministri.

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