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Autogol riciclaggio

del 13/11/2013
di: La Redazione
Autogol riciclaggio
Rischio autogol per i contribuenti sull'antiriciclaggio. Rivolgersi a una banca o a un intermediario finanziario per avviare la procedura di voluntary disclosure potrebbe far scattare una segnalazione di operazione sospetta (Sos). Non nel caso dei professionisti (avvocati, commercialisti, notai), esentati dall'obbligo di Sos laddove la consulenza sia finalizzata a instaurare o evitare un contenzioso, come previsto dall'articolo 12, comma 2 del dlgs n. 231/2007. A evidenziarlo è Fabrizio Vedana, vicedirettore generale di Unione Fiduciaria. «Alla luce dell'attuale normativa il semplice bussare alla porta di una banca o di una fiduciaria per prospettare l'autodenuncia potrebbe innescare l'obbligo di segnalazione», osserva, «a meno che la disciplina della voluntary disclosure non preveda esenzioni specifiche come già avvenuto in occasione dei precedenti scudi fiscali». L'intervento degli intermediari può comunque concretizzarsi ex post, nella fase di gestione dei capitali regolarizzati. Nella partita a carte scoperte con il fisco a seguito dell'autodenuncia intervengono poi le modifiche apportate dalla legge n. 97/2013. Oltre alle sanzioni alleggerite e al nuovo quadro RW, c'è anche la presunzione di fruttuosità degli investimenti all'estero in misura pari al tasso ufficiale di riferimento vigente in Italia nel relativo periodo d'imposta. «Sembrerebbe che tale meccanismo operi per ogni tipologia di attività, inclusi gli immobili», spiega Vedana, «pertanto laddove questi ultimi non siano produttivi di reddito dovrà essere specificato in dichiarazione che i fabbricati sono stati tenuti a disposizione del contribuente».
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