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Variazioni di rendite da indicare nell'atto

del 12/11/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Variazioni di rendite da indicare nell'atto
Non è valido l'atto di variazione della rendita dell'unità immobiliare emesso dall'ufficio senza fornire precise indicazioni nell'atto di accertamento. Così la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia nella sentenza 190/3/13, pronunciata l'8/10/2013 e depositata lo scorso 22 ottobre. L'Agenzia del Territorio, in questo caso, aveva emesso un atto di accertamento a carico di un contribuente, in seguito alla presentazione della procedura Docfa, aumentando la rendita proposta. Il contribuente aveva impugnato l'atto di accertamento in sede giudiziale, richiedendo l'annullamento per «assoluto» difetto di motivazione, giacché nell'atto erano presenti solo la nuova categoria e la classe assegnata e non le ragioni dei conteggi e delle valutazioni, oltre che alle indicazioni delle ragioni della rettifica eseguita. L'Agenzia del territorio, nella costituzione in giudizio, aveva affermato che l'atto impugnato era corretto, stante l'essenzialità della categoria e della classe assegnata con la nuova rendita attribuita, richiamando l'orientamento della giurisprudenza di legittimità per il quale l'obbligo di motivazione risulta assolto «con la mera indicazione dei dati oggettivi acclarati» dallo stesso ufficio, che «consentono al contribuente di intendere le ragioni della classificazione e successivamente di tutelarsi contro deducendo nel pieno esercizio della difesa». Nonostante ciò, lo stesso ufficio aveva presentato memorie aggiuntive con le quali presentava alcune fotografie, destinate a dimostrare le buone condizioni dell'immobile, oggetto dell'atto di accertamento, spiegando che, per quanto concerne l'area di sedime, il contribuente non aveva determinato correttamente la rendita attribuita. Per i giudici aditi, il ricorso del contribuente è risultato fondato, giacché la procedura di iscrizione dell'immobile è avvenuta correttamente attraverso la procedura Docfa e perché, per stessa ammissione dell'ufficio del Territorio, la variazione di rendita è stata eseguita senza il sopralluogo. Detto sopralluogo, infatti, è avvenuto solo successivamente alla variazione eseguita dall'ufficio, «esplicitando solo in un secondo tempo le ragioni di merito e i motivi sulle peculiarità dell'immobile, in relazione alla zona di riferimento, categoria e classe, che sono stati alla base della diversa valutazione». Di conseguenza, si dà atto che l'Agenzia del territorio non è legittimata, in ossequio alle disposizioni contenute nell'art. 42, dpr 600/1973 e art. 7, legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente), a integrare i presupposti di fatto e le ragioni che hanno determinato la variazione della rendita proposta, non avendo messo il contribuente in condizione di verificare i motivi della detta variazione che impattano, non solo nell'attribuzione corretta della rendita, ma anche sulla futura tassazione dell'unità immobiliare, secondo le disposizioni tempo per tempo vigenti.
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