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Casse, dismissioni in autonomia

del 09/11/2013
di: da Pisa Ignazio Marino
Casse, dismissioni in autonomia
Il Tribunale di Roma riconosce l'autonomia privata delle casse di previdenza dei professionisti. Contrariamente a quanto sostenuto fino a oggi dalla magistratura amministrativa, che più volte ha affermato la natura pubblica degli enti in quanto inseriti nell'elenco Istat delle p.a., dal giudice ordinario arriva una pronuncia (n. 55393 del 7 novembre 2013) che legittima la dismissione immobiliare di Cassa ragionieri. «Con questa sentenza è stato affermato, ancora una volta, il corretto operato della cassa nella procedura di vendita», ha detto Paolo Saltarelli, presidente della Cnpr, a margine del convegno «Pacchetto Professioni 2013» organizzato dall'Associazione nazionale commercialisti svoltosi ieri a Pisa. In apertura dei lavori era stato proprio il presidente dell'Anc, Marco Cuchel, a dire «basta ai prelievi forzosi dello stato attraverso la spending review» e a ribadire la necessità del riconoscimento dell'autonomia privata degli enti privati. «La sentenza», ha spiegato Saltarelli», ha respinto il ricorso degli inquilini del complesso sito in Via Tizzani, già di proprietà della Cnpr e conferiti al Fondo immobiliare chiuso, denominato Scoiattolo, tra il dicembre 2011 e il mese di maggio 2012 e ora oggetto di vendita a opera della Società di Gestione del Fondo, Bnp Paribas. Inoltre», continua, «il tribunale ha ricordato che cassa ragionieri ha modificato il proprio stato giuridico da ente pubblico a persona giuridica di diritto privato, ulteriore motivo per cui non trovano applicazioni le disposizioni di legge che i ricorrenti assumevano violate».

Rispetto a una precedente ordinanza del Tar Lazio che aveva dichiarato il difetto di competenza, come sottolinea il legale dell'Istituto previdenziale, Massimiliano Brugnoletti, il Tribunale civile di Roma ha smontato tutte le censure degli inquilini di via Tizzani, entrando nel merito delle stesse. Il giudice ha difatti chiarito che gli immobili oggetto di vendita non appartengono più a Cnpr e che, per tale motivo, non possa applicarsi la normativa per gli enti pubblici (come chiarito dall'articolo 1, comma 38, della legge 234/2004).

«Infine», conclude Brugnoletti, «il Giudice ha concluso affermando che, anche qualora si ipotizzasse, per assurdo, che la Cnpr fosse tutt'oggi un ente pubblico previdenziale proprietario degli immobili, la determinazione del prezzo degli stessi rientrava nella piena discrezionalità della Cassa e un'eventuale non corrispondenza «al prezzo di mercato» del prezzo di vendita non avrebbe integrato la violazione del diritto soggettivo degli inquilini». La dismissione immobiliare dell'istituto pensionistico era già stata al centro di una interrogazione parlamentare presentata dal Movimento cinque stelle prima dell'estate e alla quale aveva risposto il sottosegretario (Lavoro) Carlo Dell'Aringa per chiarire che l'operazione è stata preventivamente approvata dai ministeri vigilanti e quindi è legittima.

«Questa sentenza», ha commentato Andrea Camporese, presidente dell'Adepp, «aggiunge un ulteriore importante punto fermo nei ripetuti tentativi di invadere l'autonomia gestionale delle Casse. Gli enti esercitano la solidarietà attraverso frequenti accordi di solidarietà con i sindacati degli inquilini ma non possono essere contestate nella loro funzione primaria di tutela del rendimento del patrimonio immobiliare».

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