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Bonus ricerca, ma con i soldi Ue

del 08/11/2013
di: Pagina a cura di Roberto Lenzi
Bonus ricerca, ma con i soldi Ue
Saranno i fondi strutturali comunitari a finanziare il nuovo bonus fiscale per attività di ricerca e sviluppo delle imprese. Lo prevede la bozza del ddl Impresa Collegato alla legge di stabilità (presto in Cdm), che introducendo il nuovo credito d'imposta per R&S che coprirà il triennio 2014/16, stanzia solo 200 milioni per anno. Il resto lo faranno le risorse Ue. Solo così sembra poter partire il credito di imposta che già era stato proposto ai tempi del governo Monti, ma che, sempre per problemi di copertura, non ha mai visto la luce. Ogni impresa potrà beneficiare di bonus fiscale massimo di 2,5 milioni di euro annui, ma l'agevolazione corrisponderà al 50% del solo importo incrementale di spesa in R&S rispetto all'esercizio precedente. Sono escluse le imprese che effettuano attività di ricerca e sviluppo di piccola entità, serviranno infatti almeno 50 mila euro si spesa annua, per poter accedere al bonus fiscale. La relazione al provvedimento prevede che il bonus genererà investimenti aggiuntivi per 600 milioni di euro, e che il pil a prezzi correnti dovrebbe aumentare di 900 milioni, con incremento in termini relativi dello 0,06%.

Agevolabili spese di personale, strumentazioni, consulenze esterne e brevetti. Sono agevolabili le spese relative al personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo. Sono ammissibili le quote di ammortamento, relative agli investimenti effettuati per acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, purché abbiano un costo unitario non inferiore a 2 mila euro al netto di Iva. Sono finanziabili i costi della ricerca svolta dalle università e dagli organismi di ricerca, l'acquisizione di competenze tecniche. L'acquisizione di brevetti o l'ottenimento della licenza da fonti esterne. Non sembra possibile agevolare i costi relativi ai materiali impiegati nel progetto di ricerca e le spese generali derivanti dal progetto.

Istanza telematica per accedere al bonus. La limitata disponibilità di risorse, pari a 600 milioni di euro in tre anni, impone la distribuzione del bonus attraverso la presentazione di istanze telematiche. Le modalità tecniche per la presentazione delle istanze saranno predisposte dal ministero dello sviluppo economico. La fruizione dell'agevolazione avverrà tramite una piattaforma informatica che consentirà di realizzare una procedura priva di graduatorie e di eventuali code da parte dei soggetti beneficiari, rendendo disponibile l'ammontare esatto di risorse ancora utilizzabili. La procedura telematica per usufruire del credito d'imposta prevede una verifica ex ante sulla conformità delle spese di ricerca e sviluppo che le imprese sostengono e una ex post sull'effettiva entità delle spese sostenute. Qualora le spese effettivamente sostenute risultino inferiori di oltre il 20% rispetto a quelle dichiarate, la misura dell'agevolazione sarà ridotta dal 50% al 40% sempre che permanga la spesa incrementale. Il decreto sarà emanato entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge e conterrà anche le modalità di iscrizione delle spese in bilancio, le modalità di verifica e controllo dell'effettività delle spese sostenute, le cause di decadenza e revoca del beneficio, le modalità di restituzione dell'importo di cui l'impresa ha fruito indebitamente e le relative maggiorazioni.

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