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Formazione senza sconti

del 23/03/2010
di: La Redazione
Formazione senza sconti
«Malgrado da diversi anni i professionisti sollecitino una modifica della normativa, è ancora in vigore nel nostro ordinamento la disposizione che limita al 50% le deducibilità dal reddito di lavoro autonomo delle spese sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili, finalizzati alla formazione e all'aggiornamento del libero professionista. A questo bisogna aggiungere che, almeno secondo l'impostazione adottata dall'amministrazione finanziaria, nel caso delle spese di vitto e alloggio connesse alla partecipazione ai predetti eventi formativi, la percentuale di deducibilità scende addirittura al 37,5%». È questa la conclusione alla quale arriva Eutekne.info - Il Quotidiano del Commercialista analizzando e comparando i regimi fiscali dei principali paesi europei.

L'Italia dunque è il fanalino di coda fra i paesi europei più avanzati in materia di deducibilità delle spese per la formazione. In Francia, per esempio, la deducibilità è piena e senza limiti, alla sola condizione che le stesse siano documentate e necessarie all'attività professionale. Sono indeducibili le spese relative al coniuge che accompagna il professionista ad un congresso o le altre spese aventi natura personale. Analoga disciplina è prevista in Spagna. Nella penisola iberica il reddito dei lavoratori autonomi è calcolato in base alle stesse regole previste per il reddito d'impresa. I professionisti possono quindi dedurre tutte le spese a condizione che siano inerenti e documentate. Vi rientrano anche le spese di alloggio e di viaggio. È poi da segnalare che nel 2009 l'ordinamento spagnolo ha anche previsto un credito d'imposta pari al 2% delle spese di formazione e riqualificazione del personale dipendente del professionista. Il credito d'imposta non è stato però reiterato nel 2010. In Olanda la nozione di spese di formazione è alquanto ampia. Comprende la partecipazione a corsi di formazione professionale a congressi, seminari, convegni e viaggi di studio. La deduzione nel caso di titolari di reddito di lavoro autonomo è piena, con un tetto massimo di 1.500 euro all'anno. La disciplina tedesca appare più articolata, sebbene le conclusioni siano sostanzialmente quelle riportate per gli altri paesi, vale a dire una deducibilità generalizzata secondo i criteri dell'inerenza. Malgrado non esista una nozione di spesa di formazione, le spese per la partecipazione a seminari e convegni sono deducibili se esiste una connessione diretta con l'attività svolta dal lavoratore autonomo.

Nel Regno Unito la deducibilità delle spese di formazione per i professionisti è strutturata in modo diverso rispetto agli altri paesi europei considerati nell'analisi, sebbene, nella sostanza le cose non cambino molto. La regola generale è che sono deducibili le spese sostenute interamente ed esclusivamente ai fini dell'attività professionale.

Secondo Enrico Zanetti, direttore responsabile di Eutekne.Info, «l'indagine comparata con i regimi fiscali degli altri paesi europei evidenzia come soltanto in Italia si arrivi al paradosso di utilizzare la leva fiscale come forma di disincentivo alla formazione e all'aggiornamento dei liberi professionisti».

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