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Elezioni dei giudici tributari a rischio di annullamento

del 08/11/2013
di: Valerio Stroppa
Elezioni dei giudici tributari a rischio di annullamento
I manifesti con gli elenchi dei candidati non vengono affissi ai seggi per tempo e le elezioni dei giudici tributari sono a rischio annullamento. Il Tar Lazio ha sospeso l'insediamento del nuovo consiglio di presidenza, o meglio degli 11 componenti scelti dalla categoria lo scorso 23 giugno (gli altri quattro sono stati nominati dal parlamento). Al momento resta in carica il Cpgt uscente guidato da Gaetano Santamaria Amato. Almeno fino al 12 febbraio 2014, cioè quando i magistrati amministrativi affronteranno nel merito la questione. È quanto ha stabilito l'ordinanza n. 4278/2013 del Tar Lazio, che ha accolto la richiesta di sospensione degli atti di proclamazione del nuovo organo di autogoverno presentata da Ezio Di Salvo e Mario Ferrara, candidati non eletti. L'azione di annullamento dei verdetti delle urne era stata anticipata da ItaliaOggi del 24/9/2013. I vizi procedurali sollevati nel ricorso sono molteplici. Quello che ha incontrato la condivisione del Tar riguarda il mancato rispetto del termine entro il quale sarebbero dovuti essere esposti presso tutte le Ctp e Ctr i manifesti elettorali con l'elenco dei candidati: ai sensi del dm 184/2002 ciò deve avvenire almeno sette giorni prima del voto. Secondo il Tar l'adempimento è essenziale per garantire i diritti dell'elettorato passivo. E, in assenza di specifica norma, non può ritenersi validamente sostituito né dalla semplice trasmissione degli elenchi da Roma agli uffici elettorali locali (seppure entro i termini) né dalla pubblicazione sul sito intranet istituzionale. La mancata affissione degli elenchi «ha indubbiamente danneggiato i candidati meno conosciuti, mentre potrebbe addirittura aver avvantaggiato candidati i cui nomi sono tanto noti nell'ambiente da non aver bisogno di farsi propaganda elettorale», si legge nell'ordinanza. Ragioni che, secondo il Tar, in sede di prima valutazione (propria della fase cautelare) «appare provvista di sufficiente fumus boni juris». Da qui lo stop immediato al rinnovo del Cpgt. Una decisione che tra l'altro «non provoca alcuna paralisi perché il consiglio uscente continua nelle sue funzioni in regime di prorogatio».

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