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Le norme sui licenziamenti valgono anche per i dirigenti

del 07/11/2013
di: Valerio Stroppa
Le norme sui licenziamenti valgono anche per i dirigenti
Le norme sui licenziamenti collettivi valgono anche per i dirigenti. Nei loro confronti devono essere applicate le procedure di informazione, consultazione e comunicazione previste dall'articolo 4 della legge n. 223/1991, con il coinvolgimento delle sigle sindacali che li rappresentano. È quanto stabilisce il disegno di legge europea 2013-bis, che porrebbe così rimedio alla procedura di infrazione n. 2007/4652. La Commissione Ue ha infatti contestato all'Italia il non corretto recepimento della direttiva 98/59/Ce, a causa dell'esclusione del personale con qualifica dirigenziale dalle garanzie procedurali previste dalla norma comunitaria. Ai sensi della nuova disciplina, in futuro i dirigenti saranno conteggiati sia nel computo del limite occupazionale minimo (15 unità) sia nella soglia di licenziamenti (5 nell'arco di 120 giorni) necessari per attivare la procedura collettiva. Sebbene con alcune particolarità, per esempio il fatto che nelle trattative tra le parti ai dirigenti saranno riservate sessioni ad hoc, opereranno le stesse norme previste per operai, impiegati e quadri.

Al vaglio di palazzo Chigi c'è anche la legge di delegazione europea-bis per l'anno 2013. Il provvedimento conferisce al governo le deleghe legislative necessarie per recepire gli atti dell'Ue che recano una scadenza ravvicinata, tale da non consentire il rinvio al ddl di delegazione europea 2014.

La novità più rilevante è la delega per la predisposizione di un Testo unico sul diritto di asilo, che dovrà riordinare le disposizioni ora contenute in quattro diversi dlgs (nn. 85/2003, 140/2005, 251/2007 e 25/2008) e in tre di prossima emanazione. In arrivo anche l'attuazione della decisione quadro 2006/960/Gai, relativa alla semplificazione dello scambio di informazioni tra le autorità degli Stati Ue incaricate dell'applicazione della legge. In particolare, la normativa è volta a potenziare la collaborazione ai fini dello svolgimento di indagini penali o di operazioni di intelligence criminale. Il termine per l'esercizio della delega è di sei mesi.

In ambito fiscale, l'esecutivo viene delegato infine a recepire due recenti direttive in materia di Iva (2013/42/Ue e 2013/43/Ue, entrambe dello scorso 22 luglio), seppur senza un termine obbligatorio. La prima è finalizzata all'implementazione del Qrm (Quick reaction mechanism), un meccanismo di reazione rapida contro le frodi che consente agli Stati di imporre per un breve periodo il sistema dell'inversione contabile nei settori interessati dai fenomeni illeciti. La seconda riguarda l'applicazione facoltativa fino al 2018 del reverse charge a determinate cessioni di beni o prestazioni di servizi che presentano un maggior rischio di evasione (vendita di telefoni cellulari, tablet e pc, gas ed energia, servizi di telecomunicazione ecc.).

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