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Immobili in Uk a valore medio

del 07/11/2013
di: di Duilio Liburdi
Immobili in Uk a valore medio
Per gli immobili nel Regno Unito si assume, ai fini Ivie, l'importo locale medio della fascia nella quale è collocato l'immobile stesso. Questo in quanto per la determinazione dell'imposta britannica non è previsto un valore puntuale. Limiti alle compensazioni delle imposte dovute dalle assicurazioni. Sono queste le indicazioni che emergono da due risoluzioni di ieri dell'Agenzia delle entrate in tema di imposte sugli immobili esteri (75/E) e imposta sulle assicurazioni (74/E).

Disciplina Ivie per gli immobili in Uk. Sotto i riflettori un soggetto con il diritto di possesso di un immobile nel Regno Unito a titolo di lease hold e per il quale è tenuto al pagamento dell'Ivie. Il problema era la determinazione della base imponibile ai fini di detta imposta considerando che, sulla base dei chiarimenti forniti dalla circolare n. 28 del 2012, i proprietari di immobili siti nel Regno Unito devono fare riferimento, ai fini della determinazione della base imponibile dell'Ivie, al valore catastale dell'immobile utilizzato ai fini dell'assolvimento della Council tax senza che l'imposta sia scomputabile. Peraltro, il calcolo dell'imposta avviene in funzione della fascia di valore attribuita all'immobile e non si basa su un valore puntuale. Il quesito riguardava la possibilità di assumere, ai fini della determinazione dell'imposta estera il valore medio attribuito nella fascia di appartenenza dell'immobile. L'Agenzia delle entrate, dopo avere ricordato che detta imposta è dovuta sul valore degli immobili situati all'estero detenuti a titolo di proprietà o di altro diritto reale dalle persone fisiche, precisa che in relazione ai beni situati in Paesi di common law, tenuti al pagamento dell'Ivie i titolari del diritto al possesso dei beni cosiddetti «leasehold» (istituto che attribuisce un diritto all'utilizzo dell'immobile solitamente per un prolungato periodo di tempo, dietro il pagamento di un corrispettivo), piuttosto che i titolari della proprietà fondiaria assoluta cosiddetta «freehold». Inoltre, la risoluzione ricorda come ai fini Ivie per gli immobili ubicati nel Regno Unito deve essere calcolata prendendo in considerazione il valore dell'immobile come determinato ai fini dell'applicazione della Council Tax (si tratta dell'imposta municipale sulle abitazioni introdotta dal Local Government Finance Act 1992), fermo restando che detta imposta non può essere scomputata dall'Ivie. Ai fini della Council tax il contribuente riceve dall'ente locale una apposita comunicazione (cosiddetta tax assessment) con l'indicazione dell'imposta dovuta e della band (fascia di valore) attribuita all'immobile. Di fatto, agli immobili è attribuita una fascia di valore che prevede un valore minimo e un valore massimo (le fasce sono, generalmente, espresse dalle lettere da A ad H a seconda del valore assunto, dove lo scaglione H rappresenta, per esempio, per gli immobili situati in Inghilterra, quello di valore più elevato, superiore a 320.000 sterline). In considerazione della disciplina estera e quindi della impossibilità di rilevare, ai fini della Council tax, un valore puntuale dell'immobile da prendere in considerazione quale base imponibile per l'applicazione dell'Ivie, l'Agenzia afferma che la base imponibile viene a determinarsi nel valore medio della fascia attribuita al proprio immobile per la Council tax.

Imposte sulle assicurazioni. Il quesito riguardava la possibilità, nei confronti di una società fiduciaria che opera in qualità di sostituto di imposta nella riscossione dei redditi derivanti da polizze assicurative, della imposta di valore sui contratti assicurativi in compensazione cosiddetta «verticale» del credito di imposta derivante dal versamento dell'imposta sulle riserve matematiche (Irm) con la stessa imposta dovuta nell'anno. L'Agenzia chiarisce come l'Irm sia un'imposta gravante sulle imprese che esercitano attività assicurativa ed è applicata sulle riserve matematiche relative ai rami vita iscritte nel bilancio dell'esercizio mentre l'Ivca, invece, è commisurata al valore dei contratti di assicurazione e i contraenti sono tenuti a fornire la relativa provvista ai sostituti di imposta. Ciò posto, l'Agenzia ritiene che ai fini del versamento dell'Ivca, la compensazione dell'eccedenza con la stessa imposta dovuta nell'anno (cosiddetta «compensazione verticale»), non sia possibile. Al contrario la compagnia di assicurazione può utilizzare l'eccedenza dell'Irm versata per il quinto anno precedente rispetto alle imposte sostitutive e ritenute versate nell'anno in compensazione con le imposte e i contributi indicati nell'art. 17 del dlgs. 241/97. In alternativa, detta eccedenza può essere utilizzata anche in compensazione con la stessa Irm dovuta oppure essere ceduta ad altre società del gruppo ai sensi dell'articolo 43-ter del dpr n. 602 del 1973.

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