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Sanità, al via i costi standard

del 07/11/2013
di: di Francesco Cerisano
Sanità, al via i costi standard
Le regioni introdurranno da subito i costi standard nella sanità, in modo sperimentale per gli ultimi mesi del 2013 e in via definitiva dal 2014. Deposte le armi su chi debba rientrare nel terzetto di regioni benchmark che saranno prese come punto di riferimento per l'individuazione dei «prezzi giusti» di beni, servizi e forniture della sanità, i governatori hanno deciso che non è più tempo di ulteriori rinvii. Perché, applicando i parametri a cui il federalismo fiscale aveva affidato il compito di calmierare le spese folli delle regioni, si potrebbe arrivare a risparmiare fino a 30 miliardi. Per questo, dopo il nulla di fatto di quest'estate (si veda ItaliaOggi del 2/8/2013) quando l'opposizione del presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, alla classifica del ministro della salute Beatrice Lorenzin (che relegava la Lombardia al quarto posto davanti al Veneto e dietro Umbria, Marche ed Emilia-Romagna) sembrava aver fatto saltare tutto, il parlamentino dei governatori ha deciso che è tempo di tornare a dialogare.

In un comunicato a conclusione della Conferenza delle regioni di ieri, i presidenti hanno ritenuto «non più rinviabile l'applicazione dei costi standard». E si sono dichiarati disponibili a partire da subito con un'applicazione sperimentale per il 2013 e a regime dal 2014.

I governatori hanno quindi raccolto l'auspicio del ministro della salute Lorenzin che all'assemblea Anci di Firenze (si veda ItaliaOggi del 25/10/2013) aveva annunciato l'intervento di moral suasion del governo sulle regioni per «partire con i costi standard entro Natale».

Lorenzin aveva anche auspicato un'immediata realizzazione delle centrali uniche di acquisto, «di cui si parla sempre troppo poco ma che consentirebbero di realizzare risparmi tra il 15 e il 30%». Risorse, nell'ordine di diversi miliardi di euro, che secondo il ministro potrebbero essere reinvestite nei settori più bisognosi.

I governatori hanno chiesto un incontro con il ministro offrendo la disponibilità ad approvare a stretto giro il decreto che individua le cinque regioni di riferimento per partire con i costi standard già nel 2013. E hanno annunciato che sottoporranno al ministro una «proposta innovativa per migliorare ulteriormente la definizione dei costi standard e la loro applicazione».

Per Lorenzin l'annuncio dell'accordo tra le regioni è «una buona notizia a cui se ne aggiunge un'altra altrettanto significativa con l'accelerazione sul Patto della salute».

I toni dei governatori trasudano ottimismo. «Approveremo al più presto il decreto sulla definizione delle cinque regioni di riferimento e accelereremo con il ministro Lorenzin, ne sono convinto, il lavoro per siglare il nuovo Patto per la salute», ha dichiarato il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani. Più entusiasta Luca Zaia, presidente del Veneto. «La battaglia è vinta, finalmente si parte. Con l'accordo sui costi standard, riprende un cammino che era stato colpevolmente abbandonato dal 2011. E i risultati, in termini di finanza pubblica, sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti».

Mentre il presidente del Piemonte, Roberto Cota, rivendica il merito di aver posto (assieme agli altri governatori della Lega) la partenza dei costi standard tra le priorità politiche della «macroregione» del Nord. «Non si tratta di aver vinto in assoluto, ma di aver fatto valere il principio della responsabilità e dell'efficienza», ha commentato.

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