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È truffa aggravata falsare i conti per ottenere fondi

del 06/11/2013
di: Debora Alberici
È truffa aggravata falsare i conti per ottenere fondi
Rischia una condanna per truffa aggravata l'imprenditore che aumenta il capitale sociale per ottenere finanziamenti pubblici. Il raggiro, vietato dalle norme, consiste nel rappresentare falsamente la situazione economica della società per alterare la graduatoria con le concorrenti. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 44615 del 5 novembre 2013, ha reso definitiva la condanna pronunciata dalla Corte d'appello di Lecce a carico di un imprenditore che aveva inserito in contabilità notizie false al fine di ottenere un'erogazione pubblica.

L'uomo ha incassato una doppia condanna in sede di merito e ha poi fatto ricorso in Cassazione rivendicando l'errata qualificazione del capo di imputazione, la truffa aggravata. I Supremi giudici hanno però confermato l'intero impianto accusatorio e disatteso la linea difensiva. Sul punto hanno, infatti, precisato che nella valutazione della fattispecie concreta è rimesso al giudice di merito stabilire se la condotta che si è risolta in una falsa dichiarazione, per il contesto in cui è stata formulata, e avuto riguardo allo specifico quadro normativo di riferimento nella cui cornice il fatto si è realizzato, integri l'artificio di cui all'art. 640 bis c.p. e se da esso sia poi derivata l'induzione in errore di chi è chiamato a provvedere sulla richiesta di erogazione.

Per la Cassazione, la Corte d'appello pugliese ha ampiamente e logicamente motivato sia in relazione agli artifici e all'induzione in errore, che in relazione alla pretesa inoffensività della condotta e contro tali valutazioni, dal motivo in esame, vengono formulate non già precise contestazioni di illogicità argomentativa, ma solo doglianze di merito. Insomma la Suprema corte non condivide le conclusioni dell'imprenditore secondo cui si chiedeva, in sostanza, una nuova valutazione delle prove.

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