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Spesometro, un nuovo adempimento che nasce male

del 05/11/2013
di: La Redazione
Spesometro, un nuovo adempimento che nasce male
La scadenza del 12 novembre (21 per i trimestrali) rischia di diventare un incubo per contribuenti e professionisti che li assistono.

Ai già innumerevoli adempimenti esistenti a carico dei contribuenti, si aggiunge ora anche lo spesometro che presenta criticità e vizi tali da non renderlo attuabile.

Innanzitutto, vi è il solito problema della tempistica di attuazione considerato che il software di controllo dei dati, necessario per la corretta compilazione del modello, è stato diffuso soltanto lo scorso 25 ottobre.

Il rischio dunque è quello di fornire dati con una pericolosa frettolosità, considerato che sono utilizzabili dall'Amministrazione finanziaria per i controlli sui contribuenti ai fini degli accertamenti sintetici.

Poi, vi sono le decine e decine di dubbi e criticità inerenti i contenuti del software di controllo e delle istruzioni, segnalate dai consulenti del lavoro.

Senza presunzione di essere esaustivi, se ne segnalano alcune:

1) per ciò che concerne le operazioni soggette, non è più indicata l'esplicita esclusione delle operazioni fuori campo Iva, prevista invece fino alla precedente versione del documento;

2) operazioni legate al turismo. La versione definitiva delle istruzioni dice: «Sono comunicate esclusivamente in forma analitica nel quadro TU del modello». Allora, vanno sia nel TU che nel Q/FN, e non solo nel Q/TU?;

3) secondo le istruzioni, nel Q/SE vanno indicate le autofatture emesse per acquisti da 7-bis a 7-septies da prestatori extracomunitari. Non è specificato dove va indicata l'autofattura emessa per un acquisto di servizio 7-quater da un prestatore comunitario. Inoltre, a decorrere dalle operazioni 2013, per questi ultimi acquisti non si deve più emettere l'autofattura ma è obbligatoria l'integrazione della fattura estera emessa dal prestatore comunitario. Di tale differenza normativa fra il 2012 e il 2013 di cui non vi è alcun approfondimento nelle istruzioni;

4) per ciò che concerne le prestazioni rese a clienti esteri (diversi dai comunitari) da riportare nella sezione BL in forma aggregata unitamente a quelle Blacklist, le istruzioni prevedono di indicare anche le operazioni «non soggette». Tale riferimento dovrebbero riguardare solo la BL Black List (che includono quelle di cui art 7-ter). Per lo spesometro le stesso operazioni art 7-ter non dovrebbero;

5) nel caso di nota di credito, si debbano segnalare i relativi importi con segno negativo. Purtroppo, però i tracciati record disponibili prevedono la possibilità di inserire per tutti i campi solo numeri positivi;

6) gli agricoltori in regime di esonero, perché con volume affari inferiore a 7 mila euro, non risultano esclusi dall'applicazione del nuovo adempimento; mente logica e regole consiglierebbero la ricomprensione;

7) le operazioni verso privati non titolari di partita Iva sono esonerate dallo spesometro qualora il pagamento sia avvenuto mediante carte di credito, debito o prepagate. Ma ciò le istruzioni non lo indicano con chiarezza;

8) le registrazioni di riepilogo e schede carburanti richiederanno una verifica delle registrazioni operate nel 2012 con relativo inserimento di informazioni supplementari richieste e non note all'atto della originaria registrazione; insomma, una duplicazione di quanto già fatto.

Infine, vi è una considerazione di sistema in quanto questo tipo di strumenti per l'accertamento risultano letali per il rilancio dell'economia in quanto hanno una natura recessiva. L'effetto immediato della diffusione degli stessi è la contrazione dei consumi, dettata dal timore di avere ripercussioni negative dalle stesse.

E in questo particolare momento della nostra economia di tutto ci sarebbe bisogno meno che di provvedimenti che non incentivano i consumi. È da evitare infatti che la necessaria azione per la repressione dell'evasione fiscale trascenda in un sistema di controlli troppo stringente, da cui resterebbero condizionati anche i contribuenti onesti. Essi invece vanno premiati, mentre il coacervo di provvedimenti fiscali attualmente in essere pone tutti alla stessa stregua.

Diventa necessario dunque nell'immediato non solo una proroga ma anche una rivisitazione della proceduta. Non basta infatti assicurare la mano morbida sulle sanzioni se poi i dati che giungono sono inservibili. Meglio un ripensamento sui contenuti e un rinvio dell'entrata in vigore, anche perchè ma non legato ad esigenze di gettito.

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