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Contenzioso e mediazione, quali tutele?

del 05/11/2013
di: Michele Cinini presidente Fondazione Commercialistitaliani
Contenzioso e mediazione, quali tutele?
Ci troviamo in prossimità della fine dell'anno 2013 e come di consueto i contribuenti dovranno confrontarsi con gli ennesimi decreti che oramai ciclicamente vengono emanati. L'ultimo in ordine di tempo è il decreto chiamato «del Fare». Tante buone intenzioni, che nei principi sono apprezzabili, diventano però all'atto pratico di difficile applicazione, perché come al solito necessitano di decreti attuativi che spesso nel nostro paese hanno tempi biblici. Anche se lo spirito che anima questi provvedimenti è sicuramente quello del rispetto dell'equità, della giustizia fiscale e della capacità contributiva, nella realtà il risultato negli anni è più o meno sempre stato lo stesso: alla resa dei conti i vari ministeri debbono sottostare ai criteri imprescindibili di copertura di bilancio. Questo causa dei meccanismi che portano a dei risultati fuori da ogni logica rendendo il nostro sistema fiscale talmente perverso, da allontanare addirittura gli investitori stranieri dall'Italia. Si parla da anni della riforma fiscale, che probabilmente costituirebbe il vero cambio di passo per l'economia del nostro paese, ma evidentemente il quadro politico degli ultimi anni non l'ha mai consentita. Il perseverare di questo stato di approssimazione determina sicuramente, il costante insorgere di milioni di cause presso le Giurisdizioni competenti con tempi di risposta della giustizia elevati e costi per la collettività insostenibili. Nel processo civile, con il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010, è stata introdotta la cosiddetta «Mediaconciliazione» cioè il tentativo di giungere alla risoluzione delle controversie con metodi alternativi (Adr) e alleggerire così i tribunali da quelle cause aventi interpretazione dei contratti bancari e/o assicurativi, questioni condominiali. Da questa generalizzata conflittualità non è certo estranea la materia fiscale che ha registrato al 31 dicembre 2012, ben 686.234 liti pendenti (relazione del Ministero dell'economia e delle finanze del luglio 2013) solo presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali, delle quali 264.583 nuove cause, per lo più mediabili, instaurate nell'anno 2012. Anche con l'introduzione di questi nuovi istituti, i dubbi e le perplessità sulla loro efficacia, rimangono comunque molti. La Fondazione Commercialistitaliani ritiene che il fisco per rinnovare il giusto clima di fiducia con il contribuente debba basare la propria azione di controllo utilizzando criteri analitici oggettivi e non presunzioni statistico/matematiche, che generano solo timori nei confronti dei contribuenti onesti, che sono la stragrande maggioranza, facendo contrarre i consumi a danno dell'economia. Rinnova quindi la propria disponibilità a un sereno confronto con la pubblica amministrazione proponendo soluzioni di interesse generale. Norme fiscali basate su principi di chiarezza, semplicità, conoscibilità effettiva ed irretroattività, mantenendole inalterate per almeno tre anni; riduzione del numero degli adempimenti fiscali; eliminazione dei tagli lineari di agevolazioni, detrazioni, deduzioni fiscali che colpirebbero principalmente i cittadini, aumentando la pressione fiscale, oramai a livelli insostenibili; riduzione del primo scaglione di reddito uniformandolo a quello della tassazione applicato alle rendite finanziarie (20%); deducibilità degli interessi abrogando il limite previsto con il calcolo del Rol. Queste alcune delle proposte che saranno approfondite a Pisa.

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