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Sanatoria giochi un flop. Incassato meno del 50%

del 05/11/2013
di: Nicola Tani
Sanatoria giochi un flop. Incassato meno del 50%
La sanatoria sulle maxi multe inflitte dalla Corte dei conti ai dieci concessionari delle slot machine si è rivelata un mezzo flop, con incassi per l'Erario fermi a quota 233 milioni di euro, meno della metà dei 495 milioni preventivati dal governo.

ieri, ultimo giorno per depositare le istanze di definizione agevolata previste dall'articolo 14 della legge n. 124/2013 (il decreto Imu), soltanto sei delle dieci società hanno aderito alla sanatoria, che prevede il versamento contestuale di una cifra pari al 20% della multa: una procedura che chiuderebbe definitivamente, in caso di accoglimento delle istanze, la vicenda della condanna a sanzioni complessive per 2,5 miliardi di euro, irrogate dalla Sezione giurisdizionale per il Lazio, per inadempimenti contrattuali nella fase di start-up (tra il 2004 e il 2007) della rete degli apparecchi da gioco.

La Camera di consiglio, nella quale i giudici decideranno se accogliere o meno le istanze dei concessionari, si terrà venerdì 8 novembre.

A oggi, a versare i 233 milioni di euro nelle casse dello stato sono state Cogetech (51 milioni), Sisal (49 milioni), Gamenet (47 milioni), Snai (42 milioni), Cirsa (24 milioni) e Gtech (20 milioni). In ogni caso, però, non è previsto dalla norma che i giudici contabili possano modificare la percentuale del 20%: ecco perché la Corte potrebbe anche decidere di rinviare gli atti alla Corte costituzionale, un atto che farebbe slittare ulteriormente la conclusione della vicenda.

La seconda versione del condono, in prima battuta il decreto Imu prevedeva il versamento almeno del 25% delle somme, non ha dunque centrato l'obiettivo fissato dal governo, confermando i dubbi espressi dal Servizio bilancio del senato, che sottolineava, nella relazione al parlamento, come la possibilità di adesione di tutti i concessionari non fosse supportata da alcun elemento oggettivo che consentisse di poter ritenere plausibile la stima delle entrate straordinarie.

All'appello sono in effetti venute a mancare le adesioni di Bplus, il maggior contribuente potenziale con i suoi 169 milioni di euro, Hbg (40 milioni), Gmatica (30) e Codere (20), che affronteranno il giudizio di secondo grado, previsto tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015.

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