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Un codice etico per il Mef

del 23/03/2010
di: di Cristina Bartelli
Un codice etico per il Mef
Navigare in internet, ricevere regali costosi e attività esterne bandite dal ministero dell'economia. Per i dipendenti del Mef, e cioè dipartimento del tesoro, della ragioneria generale dello stato, delle finanze, dell'amministrazione dei monopoli di stato e dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi, arriva il codice etico messo on-line sul sito del ministero di via XX Settembre. Nell'introduzione al codice etico, Alberto Giorgetti, sottosegretario del ministero, ritrova le ragioni del codice nei primi anni 90 e in tangentopoli, lo scenario preoccupante che emerse da tangentopoli indusse il legislatore, nell'ambito del progetto di avvicinamento della p.a. al modello privatistico, a fissare i presupposti per I'emanazione di un codice di comportamento dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, che fosse diretta espressione dell'articolo 98 del dettato costituzionale, sintetico, efficace nella sua perentorietà, secondo cui i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione». Il codice etico del Mef si snoda su due binari: principi e valori etici e norme comportamentali. Si applica non solo ai dipendenti delle strutture del ministero guidato da Giulio Tremonti, ma anche ai consulenti, ai collaboratori esterni, ai prestatori d'opera e professionisti. I destinatari del codice innanzitutto si astengono dal sollecitare raccomandazioni esterne e interne «volte a influire sul rapporto di lavoro o comunque ad assicurarsi privilegi in tale ambito». Ma è sulle incompatibilità che il codice delinea dei paletti ben precisi: oltre le situazioni di conflitto di interesse che si possono verificare in presenza di atti che possano coinvolgere coniuge, conviventi, e parenti entro il 4° grado, i destinatari, si legge nel documento, «non possono svolgere incarichi aggiuntivi che abbiano impatto negativo sull'assolvimento dei loro doveri e comportino nocumento all'immagine del Mef». Il codice etico si sofferma anche sui regali e omaggi e specifica che i destinatari non accettano beni materiali quali regali o denaro né beni immateriali e quindi anche sconti che eccedano la somma dei 150 euro. Nel caso, «i regali di valore superiore sono restituiti ovvero devoluti al Mef». I regali al di sotto della soglia dei 150 euro comunque non devono compromettere l'indipendenza di giudizio e la correttezza operativa. Il codice, poi, si sofferma sull'utilizzo delle risorse specificando di non navigare su siti internet con contenuti indecorosi o offensivi. Per vigilare sull'applicazione e il rispetto del codice il Mef istituisce un comitato etico composto da rappresentanti effettivi e supplenti dei dipartimenti interessati e dell'amministrazione autonoma dei monopoli. Al rispetto del codice sarà dedicata un'attività di ethical auditing. Infine, spazio alle segnalazioni anonime della violazione o del sospetto di violazione del codice, i canali potranno essere informatici e di posta ordinaria.

Per Sebastiano Callipo del Salfi: «Anche se sul codice si dà un giudizio positivo restano necessari altri interventi per il funzionamento dell'amministrazione dove permangono delle forti carenze».

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