Consulenza o Preventivo Gratuito

Campeggi con la Tarsu come per le abitazioni

del 02/11/2013
di: Sergio Trovato
Campeggi con la Tarsu come per le abitazioni
I campeggi come gli alberghi non producono più rifiuti rispetto alle civili abitazioni. Quindi, a queste attività commerciali i comuni devono applicare le stesse tariffe Tarsu deliberate per le utenze domestiche. Lo ha stabilito la commissione tributaria provinciale di Lecce, seconda sezione, con la sentenza n. 329 dell'8 ottobre 2013.

Per i giudici salentini, la capacità di produzione di un campeggio o di un esercizio alberghiero è la stessa di quella di una civile abitazione. Un nucleo familiare in vacanza non può produrre maggiori rifiuti di quelli prodotti ordinariamente nella propria abitazione. Pertanto, locali e aree destinate a queste attività devono essere «assimilate alle civili abitazioni».

In realtà, sulla questione emerge da tempo un evidente contrasto tra giudici di legittimità e di merito. Alcune commissioni tributarie hanno escluso che le amministrazioni comunali possano stabilire tariffe più alte rispetto alle civili abitazioni, poiché l'articolo 68 del decreto legislativo 507/1993 con una formulazione piuttosto infelice prevede che «in via di massima» dovrebbero essere inquadrate nella stessa categoria di alberghi e campeggi. Questa norma, infatti, dispone che l'articolazione delle categorie e delle eventuali sottocategorie è effettuata, ai fini della determinazione comparativa delle tariffe, tenendo conto dei gruppi di attività e dell'utilizzazione degli immobili. Il compito degli enti è la determinazione delle tariffe e l'indicazione delle categorie di locali e aree con omogenea potenzialità di rifiuti. In base all'articolo 68 sono tenuti a adottare un regolamento che deve contenere non solo la classificazione delle categorie, ma anche la graduazione delle tariffe ridotte per particolari condizioni d'uso.

La Cassazione, invece, ha più volte ribadito il principio che vanno inserite in categorie diverse alberghi e abitazioni, stante la differente potenzialità di rifiuti prodotti. La maggiore capacità produttiva di rifiuti di un esercizio alberghiero rispetto a una civile abitazione è un fatto incontestabile e un dato di comune esperienza. Non assume alcun rilievo poi il carattere stagionale dell'attività, il quale può eventualmente dar luogo all'applicazione di speciali riduzioni d'imposta, rimesse alla discrezionalità dell'ente impositore. Del resto, anche le ultime pronunce (12859/2012) sono in linea con il principio affermato con la sentenza a sezioni unite 8278/2008 e con le sentenze 5732/2007, 13957/2008, 11655/2009 e 302/2010. Peraltro anche il Consiglio di stato, quinta sezione, con la decisione 750/2009, ha chiarito che la normativa vigente non esclude la possibilità che il comune, nell'ambito della propria discrezionalità, possa operare differenziazioni tariffarie nel caso in cui risulti necessario per conseguire l'obiettivo di coprire il costo del servizio.

© Riproduzione riservata

vota