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Giudici senza pc e carta

del 02/11/2013
di: Valerio Stroppa
Giudici senza pc e carta
Giudici tributari carta e penna. Purché le portino da casa. I magistrati che prestano servizio presso le Ctp e la Ctr non possono utilizzare le apparecchiature informatiche in dotazione della commissione. Né le risme di carta di tipo A4 per la stampa delle sentenze. È questa la risposta che la segreteria della Ctp di Palermo, applicando le direttive impartite a livello centrale, ha fornito a un giudice che aveva presentato un'apposita istanza. Diversi i motivi del diniego. Per quanto riguarda l'utilizzo dei pc le ragioni sono tre. La prima è che i giudici tributari non sono dipendenti inseriti in organico del Dipartimento delle finanze. E quindi, come stabilito dal Df con decreto del 3 maggio 2010, le politiche di sicurezza dell'apparato tecnologico proibiscono l'uso ai soggetti «estranei». In seconda battuta, anche laddove l'accesso ai computer fosse astrattamente possibile, non sarebbe consentito utilizzare memorie esterne «in quanto l'eventuale presenza di programmi infetti, avviabili in autorun, potrebbe compromettere la sicurezza del sistema informatico». In ultimo, non va tralasciato il fatto che se i giudici potessero utilizzare computer e stampanti si avrebbe «un serio ostacolo allo svolgimento delle altre attività istituzionali in carico ai segretari di direzione».

C'è la spending review, invece, dietro al mancato assenso all'uso della carta ministeriale per la stampa delle sentenze. Per ridurre i costi interverranno sia la dematerializzazione prevista dal Codice dell'amministrazione digitale sia la telematizzazione del processo tributario in corso di perfezionamento. Nel frattempo, però, «per facilitare il controllo dei consumi di carta e la responsabilizzazione dei collaboratori è stato introdotto, ai fini contabili, il monitoraggio per singolo dipendente». Pertanto, da un lato «le ridotte assegnazioni dei fondi» e dall'altro «la sempre pressante sensibilizzazione sull'abbattimento dei consumi» inibiscono ai magistrati i fogli in dotazione alla commissione presso la quale operano. Insomma, i giudici del fisco hanno il potere di scrivere sentenze capaci di annullare accertamenti milionari. Ma la carta se la devono procurare da sé.

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