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Inerenza, l'elusione non è abuso

del 31/10/2013
di: Debora Alberici
Inerenza, l'elusione non è abuso
L'elusione del principio di inerenza non è un abuso del diritto. Comunque, la newco non può dedurre gli interessi passivi del finanziamento preso in favore di una società del gruppo, in quanto non inerenti alla sua attività. La Corte di cassazione, con la sentenza 24434 del 30 ottobre 2013, ha accolto il ricorso del fisco in quanto l'elusione del principio di inerenza in altro non si risolve che nella stessa violazione della norma tributaria che quel principio afferma. Con la conseguenza che difetta nella specie lo stesso presupposto di configurabilità della categoria dell'abuso, che prescinde proprio dalla violazione di specifiche norme tributarie e dunque dalla qualificazione di illiceità della condotta del contribuente. Infatti, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito a più riprese che in materia tributaria il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo il quale preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l'uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei a ottenere un'agevolazione o un risparmio d'imposta, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l'operazione, diverse dalla mera aspettativa di quei benefici. Ora la Ctr, cui la Suprema corte ha rinviato sul secondo punto, dovrà negare la deduzione degli interessi del finanziamento per difetto di inerenza con la newco, perché i giudici di merito avrebbero dovuto valutare se venisse o meno a essere alterato il criterio di inerenza della spesa deducibile e cioè se la dissociazione tra il soggetto che sosteneva i costi per interessi passivi e quello che aveva realizzato il risultato economico connesso alla operazione, potesse o meno incidere sulla stessa imputabilità degli interessi passivi all'esercizio della attività economica svolta dalle società incorporate nel gruppo.

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