Delrio ha rassicurato che non ci sarà nessun licenziamento per effetto della progressiva perdita di funzioni a cui le province andranno incontro. Anzi, ha detto, arriveranno risparmi per oltre 2 miliardi e mezzo di euro l'anno.
Secondo il ministro, solo con l'eliminazione degli organi di rappresentanza politica delle province (consigli e giunte) si arriverebbe a risparmiare 110 milioni di euro l'anno. Soldi grazie a cui si potrebbero garantire «11 mila posti in più negli asili nido».
Il ministro ha così smentito i dati dell'Upi, secondo cui il ddl svuota province avrebbe prodotto costi aggiuntivi per 2 miliardi invece che risparmi. «Sono simulazioni assolutamente inattendibili», perché «diversi studi dimostrano che ci possono essere notevoli risparmi e non aggravi di costi dalla riforma».
«Il ddl», ha spiegato il ministro, «mira a ripensare l'area vasta che, se governata da aggregazioni di comuni, può portare a una riaggregazione di diverse funzioni, come gli Ato».
A favore dell'eliminazione delle province è arrivata anche la presa di posizione del ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni. In audizione sulla legge di stabilità davanti alle commissioni bilancio di camera e senato (si veda altro articolo a pag. 28) il numero uno di via XX Settembre si è detto «favorevole» all'abolizione degli enti di secondo livello, condividendo la decisione del ministro Delrio di chiedere la procedura d'urgenza per l'esame del disegno di legge.
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