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Agenti, il grave scostamento giustifica l'accertamento

del 30/10/2013
di: Debora Alberici
Agenti, il grave scostamento giustifica l'accertamento
Studi di settore applicabili all'agente di commercio nonostante il piccolo fatturato dell'impresa per la quale lavora, soprattutto se l'incongruenza con gli standard è molto rilevante. Non solo: è irrilevante che l'azienda abbia vinto un contenzioso contro il fisco sul maggior reddito.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 24367 del 29 ottobre 2013, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

La vicenda riguarda un agente di commercio che aveva ricevuto un accertamento fiscale basato sul grave scostamento dagli standard. Lui lo aveva impugnato giustificando l'incongruenza con il piccolo volume d'affari dell'azienda per conto della quale operava. Non solo. L'impresa aveva inoltre vinto una causa contro il fisco che le aveva contestato un fatturato maggiore.

Due giustificazioni, queste, sufficienti per la Ctp e la Ctr di Firenze ma non per la Cassazione che ha ribaltato il verdetto.

Ad avviso del Supremo collegio, infatti, in tema di accertamento induttivo dei redditi, l'amministrazione finanziaria, ai sensi dell'art. 39 del dpr n. 600 del 1973, può fondare il proprio accertamento sia sull'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili «dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio dell'attività svolta», sia sugli studi di settore, come nella specie, nel quale ultimo caso l'Ufficio non è tenuto a verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale del comparto merceologico, potendosi basare anche solo su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente.

Del resto, la necessità che lo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli studi di settore testimoni una grave incongruenza, ai fini dell'avvio della procedura finalizzata all'accertamento, deve ritenersi implicitamente confermata, nel quadro di una lettura costituzionalmente orientata al rispetto del principio della capacità contributiva, dall'art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, il quale non contempla espressamente il requisito della gravità dello scostamento, come nel caso in esame, in cui comunque il divario con quanto indicato in dichiarazione era abbastanza rilevante.

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