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Tasi, apertura sulle detrazioni

del 30/10/2013
di: di Beatrice Migliorini
Tasi, apertura sulle detrazioni
Per le detrazioni sulla Tasi la partita è tutta da giocare. Sulla nuova tassa sulla casa potrebbero essere previsti dei meccanismi di agevolazione così come erano stabiliti per l'Imu. Ad aprire a questa possibilità il ministro dell'economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, nel corso delle audizioni che si sono svolte ieri, nelle commissioni bilancio riunite di camera e senato, sulla legge di stabilità. Nel corso delle audizioni il ministro ha fatto presente come, nonostante il gettito previsto dalla Tasi, ad aliquota standard 1 per mille, sia pari a circa 3,7 miliardi, inferiore, quindi, al gettito Imu di circa 4,7 miliardi, «c'è il rischio che ci sia un'aliquota elevata per la tassa sui rifiuti, perché il principio del chi inquina paga prevede che chi immette rifiuti debba anche coprire integralmente il costo del servizio che la collettività si assume». A confermare l'esistenza del rischio espresso dal ministro, anche i dati resi noti da Banca d'Italia e dalla Corte dei conti, nel corso delle audizioni: «La Tasi non prevede detrazioni ma concede ai comuni la possibilità di applicare riduzioni che tengano conto della capacità contributiva familiare», ha spiegato il vicepresidente di Banca d'Italia Luigi Federico Signorini, «e questo potrebbe creare significative differenze di trattamento sul territorio nazionale». Simile, poi, la posizione della Corte dei conti, secondo cui «nella legge di stabilità c'è il rischio di aumenti impositivi, come gli inasprimenti che potrebbero canalizzarsi sul versante del patrimonio immobiliare e in particolare sulla Tasi, che moltiplica il suo peso (1 per mille sull'imponibile catastale ai fini Imu) rispetto a quello incorporato nella vecchia Tares (30 centesimi di euro al mq)», ha evidenziato il presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, «a rischiare di essere colpiti saranno soprattutto le seconde case e gli immobili strumentali delle imprese allocate nei comuni finora virtuosi, quelli che su tali immobili hanno fin qui adottato un'aliquota Imu non superiore al 9,6 per mille». A fare da contraltare a questo dato, però, l'apertura da parte del ministro a una possibile reintroduzione delle detrazioni così come erano previste per l'Imu. «È evidente che non ci sono soluzioni semplici per reperire ulteriori risorse per concedere sgravi fiscali più ampi, ma le risorse che si renderanno via via disponibili saranno destinate alla riduzione della pressione fiscale e del cuneo fiscale, ragion per cui rivaluteremo nel corso dell'iter della legge di stabilità sia la possibilità di reintrodurre per la Tasi meccanismi di detrazione simili a quelli previsti per l'Imu, sia ulteriori agevolazioni verso i nuclei familiari numerosi », ha spiegato Saccomanni, «ma il nostro obiettivo prioritario è rispettare il tetto del 3% del rapporto deficit-pil a cui dovrà fare seguito il pareggio del disavanzo strutturale». Uno spunto di riflessione è, poi, arrivato anche dalla questione della tassazione delle rendite finanziarie: «La tassazione delle rendite finanziarie colpisce i gestori di titoli che in genere curano grandi patrimoni», ha spiegato il ministro, «per allargare la base imponibile dovremmo toccare la grande massa degli interessi sui conti correnti bancari, postali e sui titoli pubblici, creando problemi sulla gestione del debito, mentre gli investitori non residenti non verrebbero coinvolti. La manovra è complessa ma siamo pronti a una riflessione». Nel corso delle audizioni è anche emerso, però, come il settore dell'edilizia, nei primi nove mesi dell'anno, sia riuscito in qualche modo a tirare il fiato grazie alle misure per le ristrutturazioni edilizie. «I bonifici per le agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie sono cresciuti di oltre il 50% nei primi nove mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2012», ha sottolineato il ministro, «ciò significa che queste misure stanno avendo un effetto positivo e ciò è confermato dal fatto che nel terzo trimestre l'attività economica si è stabilizzata avviandosi verso una graduale ripresa che dovrebbe trovare conferma nell'ultimo trimestre dell'anno per consolidarsi a partire dal 2014». A conclusione del suo intervento Saccomanni ha poi espresso la propria posizione sulla questione della circolazione del contante. «Per migliorare i risultati della lotta all'evasione è necessario che sia rafforzata anche la tracciabilità dei pagamenti e, a tal fine, è necessario una riduzione del ruolo del contante perché la tracciabilità si ottiene solo attraverso l'utilizzo di canali rilevabili» (si veda ItaliaOggi del 27 settembre 2013).

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