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Legge di Stabilità inutile

del 29/10/2013
di: di Manola Di Renzo
Legge di Stabilità inutile
Perché la legge di Stabilità? È la domanda che ci siamo posti all'uscita di una nuova manovra di programmazione della spesa pubblica, che in sede di audizioni parlamentare rischia solo di diventare un'ennesima legge omnibus al momento sbagliato.

Secondo il presidente del Cnai, Orazio Di Renzo, siamo ancora in attesa di azioni politiche che possano incidere sulla produttività delle aziende italiane e di conseguenza sulla disoccupazione, invece assistiamo a brevi espedienti economici che indeboliscono solo i pensionati e i lavoratori del settore privato, ma di riforme nemmeno a parlarne.

La Ragioneria dello stato definisce la legge di Stabilità come la manovra di finanza pubblica, che sostituisce la vecchia legge finanziaria e rappresenta lo strumento di attuazione degli obiettivi di finanza pubblica individuati. In sostanza si occupa dei conti pubblici che almeno per l'anno 2014, visto le manovre già attivate, sono in equilibrio secondo i dettati europei; quindi perché un'altra manovra «strizza Italia»?

Gli italiani a ogni cambio di governo, a ogni nuova ondata politica che entra in campo, sia che si tratti di tecnici sia di intellettuali, subiscono una legge che aumenta tasse e imposte; al contrario, è troppo tempo che manca una programmazione ragionata, stabile e concreta in grado di ridare slancio all'economia e fiducia ai cittadini.

Paghiamo, paghiamo sempre e non si capisce più a chi vanno i nostri soldi; per esempio nell'ultimo decreto di agosto, il dl 76/2013, si autorizza un contributo in favore del Chernobyl Shelter Fund istituito presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo per l'importo complessivo 25.100.000 di euro. Il contributo viene versato in cinque rate annuali, di cui la prima, per l'anno 2013, di 2.000.000 euro, e le successive di 5.775.000 euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2017.

Senza alimentare polemiche, ma spetta all'Italia contribuire alla ricostruzione di Chernobyl o qualcuno dovrebbe risarcire noi per il danno subito?

Questo è solo un esempio di che fine fanno i nostri soldi e come rimane sempre più difficile al comune cittadino capire cosa alimenta il debito pubblico; gli impegni internazionali che vengono assunti spesso non possiamo permetterceli, basterebbe dire non posso diverso dall'imporre aumenti e altri giri di morsa fiscali. Sempre con la legge di stabilità si intende intervenire sull'autonomia del Garante del contribuente, depotenziandone l'incarico. Con la legge 212/2000 all'art. 13 veniva istituito il Garante del contribuente, presso ogni direzione regionale delle entrate, operante in piena autonomia anche sulla base di segnalazioni inoltrate dal contribuente che lamentava disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli o qualunque altro comportamento suscettibile di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione finanziaria. Già con il governo Monti, attraverso la legge di stabilità 2012, vi è l'abolizione della composizione collegiale, così il Garante diventa un organo monocratico; adesso si vogliono delegare le sue funzioni al presidente della commissione tributaria regionale, cioè allo stesso organo giudicante a cui il garante, terza parte, poteva chiedere chiarimenti e verso il quale attivare procedure di autotutela appunto per garantire trasparenza e correttezza nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione. «È vero che eliminando la figura del Garante forse si risparmierà qualcosa, ma bisognerebbe quantificare il danno che viene fatto ai contribuenti, e che probabilmente da tempo, dal 2000, stanno subendo. Perché di fatto la legge 212 non è mai decollata veramente; i conflitti sono sempre stati troppi, è servita soprattutto per buttare fumo negli occhi dei cittadini e se viene meno il Garante possiamo anche dire addio alla Legge, non avrebbe più senso», così il commento del presidente Di Renzo che continua, «certe decisioni non vengono a caso e solo per una pura questione economica, l'eliminazione di questa figura sicuramente lascerà campo libero, più del solito, a tutte quelle azioni che l'Amministrazione finanziaria intende attivare, pensiamo all'Agenzia delle Entrate che sta attivando il controllo dei conti e delle spese dei cittadini attraverso il redditometro. Sicuramente vengono svilite le misure di difesa del singolo». Restiamo in attesa di vedere gli sviluppi dei lavori parlamentari, tuttavia dai primi documenti che vanno girando, pare di capire che rimaniamo in stato di crisi e che la legge di stabilità potrebbe essere tranquillamente rinviata.

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