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Tares, un vero salasso di Stato

del 29/10/2013
di: Luigi Santalucia sindaco di Treia
Tares, un vero salasso di Stato
Luigi Santalucia è sindaco del comune di Treia, borgo-gioiello del maceratese gestito con passione e lungimiranza. Gestione talmente sana da avere una disponibilità di 1.210.000 euro... ma della quale non può disporre. Il Patto di stabilità lo limita. Lo costringe ad aumentare i tributi locali. Lo obbliga a non utilizzare i fondi in suo possesso per opere necessarie. Eppure il suo è uno dei tanti comuni virtuosi, uno delle migliaia di comuni italiani che potrebbero spendere ma che non lo possono fare per via dell'assurdo criterio fissato dal Patto di stabilità. Disposizione che omologa comuni piccoli e grandi, virtuosi e non, in equilibrio e in dissesto. Una norma assurda, inconcepibile, che bisogna trovare il coraggio di cambiare per mettere in circolo le migliaia di milioni di euro che giacciono inutilizzati. Servirebbero a finanziare nuovi lavori, nuove attività, nuove iniziative; servirebbero a mettere in circolazione denaro, a dare alle imprese nuova linfa, possibilità di occupare, alle famiglie possibilità di spendere. Dalla somma delle piccole situazioni di benessere nasce il benessere collettivo. Luigi Santalucia può essere un qualsiasi Sindaco dei nostri piccoli centri di provincia, ben gestiti e amministrati. Qualche mese fa ha scritto una lettera aperta ai suoi concittadini, ma più che una missiva è un accorato appello. Quello del padre di famiglia che vede la propria situazione economica disfarsi senza nulla potere. Da allora nulla è cambiato e il Sindaco Santalucia, qualche giorno fa, si è dimesso per protesta. Troppo stringenti i limiti posti al bilancio per poter amministrare. Incredibile! E siamo in presenza di un Comune virtuoso... La domanda sorge spontanea: ma è possibile che il decisore politico nulla possa fare per far ripartire l'economia che sta morendo con una lenta agonia, in totale assenza di alcun serio intervento di rilancio?

Cari concittadini,

si continua a parlare di Imu prima casa, ma nei vari dibattiti mai i nostri rappresentanti politici hanno accennato a dove reperire le risorse in sostituzione di tale entrata. Nella nostra realtà Treiese, incassando anche la tassazione della prima casa, a parità di aliquote rispetto al passato, avremo un minore introito di oltre 115.000 euro trattenuti dallo Stato in più rispetto al passato, somma che dovrà essere recuperata con aumento di aliquote. Ritengo comunque che al problema Imu prima casa che con sacrificio i nostri cittadini sono riusciti a sostenere.... vada aggiunto il dramma Tares che, se non subirà modifiche, oltre ad appesantire il costo delle famiglie costringerà molte attività economiche alla chiusura! Applicando infatti le aliquote minime che includono il 5% a favore delle Province ed 0,30 mq a favore dello Stato un negozio di frutta e verdura o vendita fiori di mq 80 si troverà a dover pagare 1.110 con un aumento di 670 rispetto all'anno precedente, per un bar di 130 mq la bollettazione passerà da 640 a 1.050, per un ristorante di mq 190 da 950 a 2.000 e tutto questo senza alcuna autonomia impositiva da parte dell'amministrazione comunale! Questi esempi mi auguro facciano comprendere non solo l'iniquità, ma anche e soprattutto l'insostenibilità di tale tassazione e questo in un comune con una percentuale di raccolta differenziata superiore al 73%! Si legge che stanno studiando un nuovo sistema di tassazione, ma chi legifera deve essere consapevole del peso che famiglie e imprese riescono a sostenere! Sarà sufficiente la tredicesima mensilità per pagare Imu, Tares, altri nuovi tributi e aumento Iva??? A cosa servono le amministrazioni locali se tutto viene imposto dall'alto e perché gli enti locali debbono continuare a saccheggiare e taglieggiare famiglie e imprese per conto di un governo centrale che sino ad oggi non è stato capace di una benché minima riforma che porti all'abbattimento dei costi!

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