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Garanti contribuenti in trincea

del 29/10/2013
di: di Valerio Stroppa
Garanti contribuenti in trincea
I commercialisti fanno fronte comune in difesa del Garante del contribuente. Le sigle sindacali della categoria hanno inviato una lettera unitaria al presidente del consiglio, Enrico Letta, e al ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, chiedendo di modificare la norma contenuta nel ddl Stabilità 2014 che dal 1° gennaio attribuisce le funzioni del Garante ai presidenti delle Ctr (si veda ItaliaOggi del 15 ottobre 2013). Un «rimescolamento di funzioni che ha l'amaro sapore dell'incompatibilità, ma non solo», affermano i presidenti Vilma Iaria (Adc), Roberta Dell'Apa (Aidc), Marco Cuchel (Anc), Raffaele Marcello (Unagraco), Eleonora Di Vona (Ungdcec) e Domenico Posca (Unico). «Già con la legge di stabilità 2012 il governo antecedente ha ridotto l'ufficio del Garante da organo collegiale a monocratico», spiegano le associazioni, «oggi il governo Letta ne decreta il de profundis. Non è sgretolando questa fragile figura che otterremo, nell'Italia dei furbetti, l'innescarsi di un circolo virtuoso che porti a un maggior senso civico e fiscale». La legge di stabilità prevede che i presidenti delle Ctr (i quali, peraltro, hanno già fatto notare i profili di incompatibilità con le funzioni giudiziarie) dovranno svolgere le funzioni di Garante a titolo gratuito, senza alcun compenso o rimborso. Attualmente i 21 Garanti monocratici attivi su base regionale percepiscono 2.800 euro lordi mensili. Il loro costo complessivo per le casse pubbliche è di 765 mila euro annui, cui vanno aggiunti 35 mila euro per spese di viaggio. Il risparmio complessivo per l'erario sarà quindi di circa 800 mila euro all'anno, evidenzia la relazione tecnica alla Stabilità 2014. «Trattasi sostanzialmente di una dolce eutanasia che viene rivenduta all'esterno come terapia da utilizzare per ridurre la spesa pubblica», chiosano le associazioni, «proclamo al quale può eventualmente credere il comune cittadino, non ancora del tutto consapevole che è un ulteriore passo in avanti verso la sua trasformazione da cittadino a suddito». I commercialisti chiedono quindi alla politica di fare marcia indietro e di «avere il coraggio di innalzare lo Statuto del contribuente a norma di rango costituzionale, affidando al Garante poteri effettivi all'interno di un sistema fiscale equo e sostenibile».

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