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Giro di vite sulle operazioni da 15 mila euro

del 29/10/2013
di: Fabrizio G. Poggiani
Giro di vite sulle operazioni da 15 mila euro
Per la nuova disciplina sul monitoraggio fiscale, che richiama più volte quella sull'antiriciclaggio, sono oggetto di rilevazione le operazioni pari o superiori a 15 mila euro, ancorché frazionate. Il Consorzio studi e ricerche fiscali del Gruppo Intesa-Sanpaolo ha emanato la circolare n. 3/2013 del 23/10/2013, intervenendo sulle modifiche alla disciplina del monitoraggio fiscale, a seguito dell'emanazione della legge Legge europea 2013. Le modifiche intervenute sono state concepite per superare le osservazioni mosse dalla Commissione europea all'Italia, in riferimento agli adempimenti imposti dalla normativa nazionale, all'incompatibilità con la disciplina europea di quella interna e, soprattutto, per la presenza di sanzioni sproporzionate rispetto alle potenziali violazioni. Le novità riguardano, in particolare, l'estensione della platea degli intermediari soggetti agli obblighi, l'applicazione estesa ai titolari effettivi, e non solo ai proprietari formali degli investimenti esteri, e alle operazioni frazionate, oltre alla drastica riduzione delle sanzioni con soppressione della cosiddetta confisca per equivalente. Il documento, in attesa del provvedimento delle Entrate, evidenzia le modifiche intervenute che riguardano gli intermediari, ricordando che il monitoraggio riguarda, anche la categoria dei money transfer e delle compagnie assicurative operanti nel ramo vita, tenendo conto di tutte le operazioni aventi a oggetto i mezzi di pagamento, secondo la disciplina antiriciclaggio (art. 36, comma 2, lett. b) dlgs 231/2007). Inoltre, oggetto del monitoraggio sono le operazioni di ammontare pari o superiore a 15 mila euro, ancorché frazionate ovvero che, seppure non facenti parte della medesima operazione, risultano strumentalmente collegate tra loro, con la possibilità di cumulo anche in presenza di trasferimenti eseguiti con causali differenti. La nuova disciplina sanzionatoria non prevede l'applicazione di una sanzione pecuniaria per l'omessa rilevazione, ma una sanzione pecuniaria variabile dal 10 al 25% dell'importo dell'operazione non segnalata mentre, per quanto concerne gli obblighi informativi e di trasmissione, la violazione potrebbe comportare l'applicazione della sanzione da euro 2.065 a 20.658, ridotta alla metà se non sono superati i quindici giorni. Con riferimento alle modifiche riguardanti gli obblighi imposti al contribuente, la novità riguarda soprattutto gli obblighi imposti ai titolari effettivi e non solo a quelli apparenti, come affermato dalla giurisprudenza di legittimità, e in adesione, come chiarito dalla stessa Agenzia delle entrate (circ. 45/E/2010). Si tratta delle persone fisiche che controllano una società, anche con il possesso di più del 25% del capitale sociale o dei diritti al voto, o che beneficiano di almeno il 25% del patrimonio di un trust, non rilevando il possesso indiretto di soggetti diversi dalle persone fisiche e quelli detenuti tramite società quotate, anche se controllate. Non è più obbligatorio dichiarare i trasferimenti da, verso e sull'estero, non sussiste più un tetto oltre il quale scatta l'obbligo (in precedenza era costituito da 10 mila euro) e non è richiesto che gli investimenti producano redditi imponibili in Italia, restando sufficiente l'idoneità a produrli (Agenzia delle entrate, circ. 43/E/2009 e 45/E/2009). Inoltre, gli obblighi dichiarativi, posti determinati esoneri, devono essere rispettati se gli investimenti qualificati sono detenuti nel periodo d'imposta e non più alla fine dello stesso, con il problema emergente per i beni fungibili per i quali gli autori ritengono ragionevole indicare le quantità sulla base della media ponderata delle consistenze e con la necessità che il futuro provvedimento direttoriale delle Entrate disponga in merito al criterio di valorizzazione. Infine, con riferimento alla disciplina sanzionatoria, posta la soppressione della confisca, la circolare evidenzia l'applicazione di sanzioni pecuniarie dal 3 al 15% degli importi non dichiarati, raddoppiate in caso di detenzione degli investimenti in paesi a fiscalità privilegiata e la presenza di una sanzione indiretta concernente l'applicazione della ritenuta o imposta sostitutiva sull'intero flusso in assenza di elementi idonei alla determinazione della base imponibile, in assenza di un rapporto continuativo (gestione, custodia o amministrazione) con l'intermediario.

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