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Commercialisti, ultimo tentativo

del 20/03/2010
di: di Ignazio Marino
Commercialisti, ultimo tentativo
Il sette aprile 2010 sarà una data storica per i commercialisti: o si poserà la prima pietra per la costruzione di una previdenza unica di categoria o si metterà una pietra tombale sulla questione. Dopo cinque anni (la legge è la n. 34 del 2005), il futuro previdenziale della categoria è al bivio. Al presidente del Cndcec Claudio Siciliotti il compito di esperire l'ennesimo tentativo (probabilmente l'ultimo) di mediazione fra Paolo Saltarelli (ragionieri) e Walter Anedda (dottori). Un confronto che dovrà lasciare da parte le chiacchiere e concentrarsi solo sui numeri. Dunque, a nulla ha portato l'atteso faccia a faccia fra i vertici dei due enti, che ieri si sono incontrati a Cremona e Mantova, all'indomani della provocazione dell'Istituto pensionistico dei ragionieri di volersi aprire ad altre categorie senza albo professionale in caso di fallimento della fusione con i dottori.

«La scelta della Cnpr di voler aprire a soggetti non iscritti all'Albo Unico», ha detto Anedda, «dimostra ufficialmente -se ne fosse stato il bisogno- che l'ostinato interesse dell'ente per la fusione con Cnapdc non era tanto legato all'alto senso di categoria, quanto piuttosto alla necessità di far fronte al debito previdenziale con iscrizioni di qualsivoglia tipo. D'altronde», prosegue Anedda, «comprendo la necessità di Saltarelli di dover garantire ai propri iscritti una prestazione previdenziale, anche accogliendo soggetti che garantiscano un flusso di nuovi ingressi».

«Abbiamo una struttura, degli iscritti e un patrimonio; non aspetteremo la liquidazione della cassa ragionieri», ha replicato Saltarelli. «Crediamo nella previdenza unica. E vogliamo fare la nostra parte proponendo a tempo di comparare le proiezioni attuariali in modo da vedere dove sta e in cosa consiste il debito latente dei due enti. Solo da qui si può partire per vedere quale misure adottare per arrivare ad un progetto per i commercialisti. Siamo noi per primi a chiedere che il confronto sia fatto sui numeri. Il sette aprile sarà l'inizio di un nuovo cammino o la fine di un'idea. In quest'ultimo caso ci guarderemo intorno, ma non chiuderemo».

Non entra nel merito della diatriba Antonio Pastore. Ma come vicepresidente Adepp (l'associazione degli enti di previdenza) ci tiene a precisare i rischi dell'apertura di una cassa ai lavoratori autonomi. «Creare un precedente del genere», dice, «mette a rischio i delicati equilibri previdenziali degli enti».

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