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Doppia malattia, ok ai rimborsi

del 26/10/2013
di: di Carla De Lellis
Doppia malattia, ok ai rimborsi
Via libera al rimborso della contribuzione di malattia versata prima del 1° maggio 2011. Le imprese che hanno erogato direttamente ai propri dipendenti l'indennità di malattia e contestualmente hanno pagato i contributi all'Inps possono chiederne la restituzione nel limite della prescrizione decennale. Lo spiega lo stesso istituto di previdenza nel messaggio n. 17197/2013.

La questione, che ha sviluppato notevole contenzioso, riguarda l'obbligo di pagare i contributi per la malattia, obbligo che in base alla legge n. 138/1943 non sarebbe dovuto ricadere sulle imprese che siano loro stesse a erogare un trattamento di malattia ai dipendenti, in virtù di norme di legge o di contratto collettivo (tra l'altro imprese di trasporto pubblico e aziende municipalizzate). Il dl n. 112/2008, con un'interpretazione autentica della predetta legge, ha disposto l'esonero alle imprese che pagano direttamente le prestazioni di malattia, fissando però l'irripetibilità di quanto pagato fino al 2009. Poi è arrivato il dl n. 98/2011 il quale fa marcia indietro stabilendo che dal 1° maggio 2011 anche i datori di lavoro che pagano direttamente le prestazioni di malattia sono tenuti a versare i contributi di malattia e ha esteso ad aprile 2011 il periodo di irripetibilità dei contributi eventualmente versati. La questione è finita sul tavolo della Consulta che, prima con la sentenza n. 48/2010 e poi con la sentenza n. 82/2013, ha sostanzialmente dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che sancivano l'irripetibilità dei contributi pagati.

Pertanto, spiega l'Inps, la contribuzione di malattia suscettibile di rimborso è quella versata per i periodi anteriori al 1° maggio 2011. Il rimborso può essere richiesto dai datori di lavoro che, in tali periodi, hanno contestualmente assicurato ai propri dipendenti un trattamento economico di malattia in forza di norma di legge o di contratto collettivo. A tal fine, i datori di lavoro devono trasmettere un'apposita istanza tramite il cassetto previdenziale. L'Inps precisa che il rimborso è soggetto al termine decennale di prescrizione e che non sono rimborsabili i contributi per i quali il richiedente sia stato condannato al relativo versamento con sentenza passato in giudicato.

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