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I limiti per le vendite non si applicano all'e-commerce

del 26/10/2013
di: Marilisa Bombi
I limiti per le vendite non si applicano all'e-commerce
Alle vendite sottocosto online non si applicano i limiti previsti dal dpr 218/2001; inoltre, è impossibile pensare di poter ampliare un negozio utilizzando un vano adiacente ma non comunicante; e ancora, organizzare pranzi e cena in villa non si configura attività di catering. Sono queste alcune delle più rilevanti questioni trattate dal ministero dello sviluppo economico che sta continuando a raffica la pubblicazione delle proprie risoluzioni. Del resto, il quadro di riferimento normativo è talmente complesso per la stratificazione delle disposizioni che si sono succedute a livello comunitario, nazionale e regionale che non sempre la giurisprudenza risulta essere esaustiva.

Ampliamento esercizi di vicinato. Con la risoluzione 113203 del 4 luglio, il Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione, Divisione IV promozione della concorrenza, ha precisato che nell'ipotesi in cui il titolare di un esercizio di vicinato ha acquisito la disponibilità di una unità immobiliare adiacente ma non collegata all'esercizio già attivato, potrà utilizzare la stessa come area espositiva della merce, ma non anche come punto di vendita delle stesse, a meno che non presenti un'ulteriore Scia per l'avvio di un'ulteriore esercizio di vicinato.

Sottocosto online. L'applicazione al commercio elettronico della disciplina per le vendite sottocosto, (dpr 218/2001) che si configura come fattispecie delle vendite promozionali, è stato invece l'argomento trattato nella risoluzione 97761 dell'11 giugno scorso. Secondo il Mise, per l'espresso riferimento della normativa sul sottocosto all'art. 15,1 del dlgs 114/1998, i vincoli riguardano soltanto il commercio su area privata in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione e non quindi, ad esempio, al commercio su aree pubbliche. Ma poiché la disciplina specifica fa riferimento al parametro della superficie, si deve desumere che non si applica in tutte le ipotesi in cui non esiste un locale e, quindi, alle vendite su catalogo, per mezzo di distributori automatici, per corrispondenza o tramite televisione. In sostanza, non deve essere comunicata preventivamente al comune, può svolgersi senza il limite delle tre volte massime previste, può durare quanto si vuole perché non si applica il limite dei 10 giorni e non c'è nemmeno alcun limite al numero delle referenze che, invece, nei negozi non può superare i 50 prodotti.

Attività di catering-banqueting. Il proprietario di villa con giardino può affittare i locali per il pranzo di nozze, ma per il banchetto gli sposi devono rivolgersi ad altri. Non è, infatti, consentito che il medesimo soggetto possa fornire un servizio completo nemmeno se dispone di una cucina attrezzata ed i requisiti professionali per poterlo fare. Ciò in quanto l'attività di catering comporta la preparazione di cibi altrove e la consegna al domicilio. Con la risoluzione 98416 del 12 giugno 2013, tuttavia, il Mise precisa che l'interessato potrebbe comunque attivare un ristorante vero e proprio, soprattutto in relazione al fatto che non esiste più alcun obbligo di apertura minima e quindi potrebbe aprire la villa soltanto i giorni in cui c'e stata la prenotazione. Anche se, ovviamente, nei giorni in cui si svolgono gli eventi non avrebbe la possibilità di mandare via eventuali ulteriori clienti, a meno che i posti non siano o risultino esauriti.

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