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Tares, sanzioni solo con modulo

del 26/10/2013
di: di Sergio Trovato
Tares, sanzioni solo con modulo
Contribuenti tutelati in caso di errori commessi per i versamenti Tares. Se i pagamenti sono inferiori al dovuto non possono essere sanzionati, qualora i comuni non abbiano inviato i modelli precompilati. Le amministrazioni locali possono applicare la Tarsu anche per l'anno in corso e determinare i costi del servizio e le tariffe in base ai criteri previsti e utilizzati nel 2012 per i vecchi regimi di prelievo, fermo restando che va versata la maggiorazione allo stato. Possono anche derogare all'obbligo di copertura integrale dei costi del servizio. Qualora il gettito del tributo non copra tutte le spese, gli enti possono fare ricorso a risorse diverse dai proventi della Tarsu, derivanti dalla fiscalità generale. Sono queste alcune delle novità rilevanti contenute nell'art. 5 del dl 102/2013 sull'imposizione immobiliare, in sede di conversione in legge (si veda ItaliaOggi del 25 ottobre 2013)

Sanzione tributaria. Dunque, ai contribuenti non può essere irrogata la sanzione del 30% per insufficiente versamento nel caso in cui il comune non abbia inviato i bollettini di pagamento precompilati in base alle nuove disposizioni regolamentari e tariffarie. In realtà, questa norma genera solo confusione. Premesso che l'invio dei bollettini precompilati è una libera scelta del comune, costituisce invece un obbligo la notifica della richiesta di pagamento. Anche se l'ente non spedisce i bollettini, è comunque tenuto a formalizzare negli avvisi di pagamento il quantum dovuto a titolo di tassa, maggiorazione e tributo provinciale. Non si capisce quale sia l'alternativa all'invio delle richieste di pagamento, visto che il tributo non può essere pagato in autoliquidazione, ma deve essere determinato dal comune. Una volta comunicato l'importo da pagare non ha senso escludere la contestazione della sanzione per insufficiente versamento, atteso che la somma dovuta deve essere specificamente indicata nell'avviso di pagamento. Il bollettino o l'F24 possono essere compilati dal contribuente, sulla base del quantum del tributo determinato dall'amministrazione. In questo caso non si vede quale possa essere l'incertezza che induce in errore e che giustifica la disapplicazione della sanzione. Scadenze e numero delle rate di versamento sono stabilite dal comune con deliberazione adottata, anche nelle more della regolamentazione comunale del tributo, e pubblicata sul proprio sito web almeno trenta giorni prima della data fissata per il pagamento. Per le prime due rate i comuni possono inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati già predisposti per il pagamento di Tarsu, Tia1 o Tia2 o indicare altre modalità di versamento giù utilizzate in passato.

Tarsu e Tia. La norma del decreto prevede un ritorno all'antico. I comuni possono applicare la Tarsu anche per l'anno in corso e determinare i costi del servizio alla luce dei criteri previsti e utilizzati nel 2012 per i vecchi regimi di prelievo. Entro il termine per l'approvazione del bilancio di previsione (30 novembre), è consentito fare un passo indietro e applicare le vecchie tasse. Fermo restando, però, che i contribuenti sono tenuti a pagare la maggiorazione allo stato. Com'è noto, l'art. 10 del dl 35/2013 ha stabilito che la maggiorazione va pagata con l'ultima rata del tributo, nella misura fissa di 30 centesimi al metro quadrato, e viene incassata dallo stato. Peraltro se i comuni scelgono di applicare la Tarsu per il 2013, gli è consentito di derogare all'obbligo di copertura integrale dei costi del servizio. Se con il gettito del tributo non riescono a far fronte a tutte le spese, possono utilizzare per la copertura risorse diverse dai proventi della tassa e porre i relativi costi a carico della fiscalità generale. L'art. 5 resuscita vecchie discipline abrogate, derogando per il 2013 a quanto disposto dall'art. 14 del dl 201/2011, che ha istituito la Tares. Con questa norma erano stati abrogati tutti i tributi sui rifiuti vigenti, compresa l'addizionale per l'integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. Viene invece mantenuto in vita il tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente, dovuto nella percentuale deliberata dalla provincia sull'importo della tassa, esclusa la maggiorazione.

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