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Perimetro più stretto per la concussione

del 26/10/2013
di: di Dario Ferrara
Perimetro più stretto per la concussione
La vecchia concussione? Scatta solo se il privato non ha scelta nel cedere alle richieste di denaro o altre utilità avanzate dal pubblico ufficiale. La nuova fattispecie dell'indebita induzione, invece, ben si configura quando la pressione esercitata sul privato da chi ha l'incarico pubblico non è resistibile e chi cede alla (im)moral suasion dell'agente persegue un suo indebito vantaggio. È quanto emerge dalla massima provvisoria emessa dalla Sezioni unite penali della Cassazione per fugare i dubbi interpretativi sulla legge Severino (190 del 2012), chiudendo un lungo contrasto di giurisprudenza sulla novella.

Spazio di manovra

Nella vecchia concussione, precisano gli “ermellini”, si è in presenza di una condotta del pubblico ufficiale che limita in modo radicale la libertà di autodeterminazione del destinatario delle richieste provenienti da chi ha l'incarico nell'amministrazione. Con l'aggiustamento di mira indicato ora dalla Cassazione potrà rientrare nel reato di indebita induzione di cui all'articolo 319 quater Cp la maggior parte dei comportamenti dei pubblici funzionari a vario titolo, che abusano del loro ruolo o della loro funzione piegandoli a fini illeciti. Si restringe, invece, l'area per configurare il reato di concussione costrizione, oggi applicabile unicamente alle pressioni che mettono qualcuno con le spalle al muro e lo costringono a pagare le tangenti o a riconoscere qualche altra utilità a chi ha l'incarico pubblico.

Prescrizioni più vicine

I chiarimenti della Suprema corte sono interessanti per centinaia di imputati per le mazzette di cui al vecchio articolo 317 Cp che potrebbero ad esempio ottenere la prescrizione grazie alla novella e al principio dell'applicazione della legge più favorevole per l'imputato. La decisione della Cassazione sulla normativa penale della legge Severino, fra l'altro, può servire alla difesa dell'ex presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi per cercare di ottenere una condanna più mite nell'appello del processo Ruby. Da notare anche la bocciatura della riforma nella discussione dell'altroieri ad opera del sostituto procuratore generale della Cassazione, Vito D'Ambrosio: «Ha posto più problemi di quanti ne abbia risolti». Ora non resta che attendere le motivazioni della sentenza.

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