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Cartelle Inps da Equitalia Parola ai giudici ordinari

del 20/03/2010
di: Debora Alberici
Cartelle Inps da Equitalia Parola ai giudici ordinari
Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la causa concernente la cartella esattoriale notificata da Equitalia e che riguarda il mancato pagamento dei contributi Inps.

Lo hanno stabilito le sezioni unite civili della Cassazione che, con la sentenza n. 6539 del 18 marzo 2010, hanno chiarito una questione ancora magmatica.

A fare ricorso alla Suprema corte chiedendo un regolamento di competenza è stata una società di Roma alla quale Equitalia aveva notificato delle cartelle esattoriali con le quali si richiedevano i contributi Inps. Il legale dell'azienda aveva presentato un doppio ricorso, uno al giudice del lavoro e l'altro alla commissione tributaria provinciale della Capitale. Poi il deposito degli atti al Palazzaccio. In sostanza agli Ermellini è stato chiesto se anche in questi casi si applicano le norme del contenzioso tributario. In particolare nel ricorso si legge, «dal momento che gli istituti assistenziali e previdenziali sono stati unificati nell'istituto principale, che è l'Inps, il quale paga le pensioni e l'assistenza sanitaria, si applica il dlgs 31 dicembre 1992 n. 546, che conferisce la giurisdizione alla commissione tributaria, oppure il dlgs 26 febbraio 1999 n. 46, che dà facoltà al cittadino-contribuente di instaurare il giudizio dinnanzi al giudice speciale del lavoro appartenente al giudice ordinario?». Il Collegio esteso ha dato risposta positiva al quesito affermando la giurisdizione del giudice ordinario. Infatti, si legge in sentenza, «rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello tributario la controversia avente ad oggetto diritti e obblighi attinenti ad un rapporto previdenziale obbligatorio anche se originata da pretesa azionata dall'ente previdenziale a mezzo di cartella esattoriale, non solo per l'intrinseca natura del rapporto, ma anche perché l'art. 24 dlgs 26 febbraio 1999 n. 46, sul riordino della disciplina mediante ruolo, nell'estendere tale procedura anche ai contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali, espressamente prevede che il contribuente in presenza di richiesta di contributi previdenziali può proporre opposizione contro l'iscrizione a ruolo avanti al giudice del lavoro».

Non è tutto. Con la stessa decisione al Suprema corte ha inoltre dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla società.

Anche la procura di Piazza Cavour aveva sollecitato la conclusione adottata dai giudici.

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