Consulenza o Preventivo Gratuito

Ingegneri garanti della sicurezza

del 19/10/2013
di: Giusy Pascucci
Ingegneri garanti della sicurezza
Un ruolo più incisivo nella definizione delle semplificazioni in tema di sicurezza e funzioni sussidiarie rispetto alla pubblica amministrazione. Gli ingegneri rivendicano il ruolo di protagonisti e garanti della sicurezza da un punto di vista sociale e culturale, chiedendo di partecipare ai tavoli in cui si decideranno le norme attuative delle semplificazioni introdotte con il Decreto del fare (dl n. 69 del 2013, convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98) e di impegnarsi al fianco della p.a. a patto che le regole siano chiare ed efficaci. È questo il messaggio che esce dalla prima giornata nazionale dell'ingegneria della sicurezza, organizzata dal Consiglio nazionale ingegneri (Cni), in collaborazione con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a Roma, presso l'Istituto superiore antincendi. «A costo di avere anche maggiori responsabilità chiediamo più semplificazione. Nella produzione normativa devono esserci meno aspetti giuridico-amministrativi e più elementi tecnici, che noi ingegneri impegnati ogni giorno su questo fronte siamo in grado di dare», ha detto a Italiaoggi Armando Zambrano, presidente Cni. «Le procedure toccano solo le responsabilità, mentre servono prima regole per garantire la sicurezza e il modo più rapido per uscire dalle pastoie burocratiche e accelerare i tempi di attuazione delle norme è rivolgersi ai professionisti», ha aggiunto. Secondo Zambrano nel decreto del Fare le semplificazioni non sono esaustive, «riguardano solo l'edilizia e poi c'è la farsa dell'indennizzo sulle emissioni dei pareri: è un'operazione di marketing politico, mentre le vere semplificazioni devono riguardare la sicurezza. È necessario affidare ai professionisti i compiti di istruttoria e approvazione delle pratiche e alla p.a. il ruolo di controllo ex post». Delle novità del dl in tema di sicurezza ha parlato Giuseppe Piegari, del segretariato generale del ministero del lavoro, assicurando che nei decreti attuativi si darà maggiore attenzione agli adempimenti sostanziali, semplificando ma senza abbassare il livello di sicurezza. «La mancanza di sicurezza è una emergenza perché ha un costo sociale ma anche dei costi economici», ha detto Gaetano Fede, consigliere delegato alla sicurezza del Cni. «Vogliamo essere presenti quando si decidono le norme sulla sicurezza, altrimenti manca un anello importante della filiera».

vota