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Ue e Canada, si aprono le frontiere commerciali

del 19/10/2013
di: Angelo Di Mambro
Ue e Canada, si aprono le frontiere commerciali
Dopo quasi cinque anni di colloqui Ue e Canada hanno raggiunto un accordo per aprire le frontiere commerciali. Appalti pubblici, automotive e telecomunicazioni, farmaceutici e prodotti alimentari di qualità (Dop e Igp) sono i settori economici che, sul versante europeo, avranno i vantaggi più apprezzabili dall'intesa. Secondo le stime, l'abbattimento delle barriere tariffarie porterà a un aumento di circa 26 miliardi di euro l'anno negli scambi, che si tradurrà in un incremento atteso del pil Ue di circa 12 miliardi l'anno. I diritti di dogana si azzereranno per i prodotti industriali per un risparmio per le imprese stimato in 500 milioni di euro l'anno. «Storico» è stato definito dal presidente della Commissione Ue José Barroso, il compromesso sulla tutela dei prodotti Dop e Igp, tradizionalmente un fattore d'attrito tra l'Ue e i Paesi, come Canada e Usa, che applicano invece esclusivamente il sistema dei marchi registrati. Ottawa riconoscerà la tutela completa o parziale a 145 prodotti a indicazione geografica Ue, numero che potrà aumentare nei prossimi anni. Buona notizia per l'Italia, la Francia e la Spagna, che detengono il maggior numero di prodotti Dop e Igp, anche se gli allevatori del Nord Europa protestano per l'incremento della quota di carne di manzo e di maiale in arrivo dal Canada. Dazi e tasse speciali verranno azzerati in sette anni per il settore auto, con Ottawa che ha deciso anche di accettare alcuni standard Ue. Il risultato è che i veicoli europei e i loro componenti costeranno meno sul mercato canadese. In cambio l'Ue aprirà il proprio mercato alle automobili d'Oltreoceano. Ottawa ammetterà anche imprese europee a competere per aggiudicarsi gli appalti pubblici, sia a livello federale che locale. Un mercato, quello degli appalti canadesi, che vale in totale 82 miliardi di euro. Liberalizzati anche i servizi finanziari, le telecomunicazioni, l'energia e il trasporto marittimo, per un incremento previsto del Pil europeo di 5,8 miliardi l'anno a regime.

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