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Un alias per gli sms aziendali

del 19/10/2013
di: di Antonio Ciccia
Un alias per gli sms aziendali
Autori di sms aziendali identificati anche con un alias. È diventata operativa (dal 16 ottobre 2013) la delibera dell'Agcom n. 42/2013, che dà il via alla sperimentazione del sistema di comunicazione in deroga all'obbligo di identificare la linea chiamante. La disciplina riguarda tutti gli sms aziendali: gli sms di marketing o quelli di alert o quelli informativi ecc. Si tratta di una deroga temporanea all'obbligo di identificazione della linea chiamante, che sarà efficace fino al 31 dicembre 2014. Sino a quella data sarà, dunque, consentito l'utilizzo di alias nelle comunicazioni di messaggistica aziendale come identificativo del chiamante. I servizi di messaggistica aziendale con alias dovranno essere svolti dai soggetti muniti di autorizzazione generale per fornire servizi di comunicazione elettronica. In sostanza non compare il numero ma una espressione che identifica il mittente. Il destinatario della comunicazione non deve, però, essere messo in confusione. La delibera Agcom specifica che l'alias deve essere costituito in modo tale da agevolare al massimo l'individuazione da parte del destinatario del soggetto responsabile del contenuto della comunicazione oppure del bene o servizio offerto dallo stesso. L'alias deve, poi, essere costituito in modo da essere distintivo dell'utente, non lesivo di diritti altrui e non ingannevole per il destinatario. E si devono ridurre le possibilità di indurre a false individuazioni. L'alias potrà essere utilizzato anche da enti pubblici che godono di alcune riserve: l'utilizzo di alias che richiamino enti e istituzioni pubbliche, di qualunque natura, sia di tipo generico, come ad esempio: «Ministero», «Comune», «Ospedale» ecc., sia proprio, come ad esempio: «Interno», «Roma», «San Camillo» ecc. è riservato esclusivamente ai medesimi enti e istituzioni e non è associabile ad altri soggetti. Altra regola a tutela della identificazione del chiamante è che l'alias non può essere composto esclusivamente da caratteri numerici. Inoltre l'alias deve rispettare le norme vigenti relative ai marchi. Come, peraltro, messo in evidenza dall'Agcom, nei lavori preparatori della deliberazione, è consentita, in specifici casi, l'attribuzione del medesimo alias a più utenti, come nel caso di piccole aziende che hanno una specifica e limitata clientela. Nel contempo l'Agcom ricorda che le aziende sono obbligate al rispetto delle norme relative alla privacy dell'utenza finale, che prevedono il preventivo consenso di quest'ultima a ricevere la messaggistica. Tale obbligo andrebbe anche imposto contrattualmente da parte del fornitore di servizi di messaggistica. In caso di violazione delle disposizioni l'Agcom e le altre autorità competenti adotteranno le sanzioni di legge. In ogni caso l'Agcom, chiamata a rivedere il sistema nel 2015, si è riservata di bloccare l'operazione nel caso in cui si verifichino situazioni diffuse di grave turbativa della concorrenza o di grave danno agli interessi degli utenti dei servizi di comunicazione elettronica.

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