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Scadenze differite, un problema per tutti

del 19/10/2013
di: Antonio G.Paladino
Scadenze differite, un problema per tutti
Il sistematico differimento del termine ultimo per l'approvazione dei bilanci comunali e provinciali è la cartina al tornasole di un contesto caratterizzato da ripetuti provvedimenti legislativi d'urgenza che hanno determinato incertezze sulle risorse disponibili, inficiando in tal modo la programmazione di bilancio degli enti locali. Così operando, infatti, ci si pone in contrasto con le esigenze dei cittadini e delle imprese che hanno il diritto di sapere, ad inizio anno, l'ammontare delle imposte e delle tasse locali da versare. Questo l'sos lanciato, ieri, dalla sezione autonomie della Corte dei conti. Il termine originario del 31 dicembre, a detta della Corte «è stato troppo spesso spostato in avanti», facendo perdere valenza al momento programmatorio della gestione delle risorse e, quando avviene in prossimità della scadenza del periodo di gestione, viene frustrata quella legittima possibilità di attuare manovre di correzione da parte degli enti coinvolti. La situazione corrente, poi, secondo la Corte è «ai limiti della irragionevolezza». Siamo in presenza, infatti, di un termine di legge che fissa al 30 novembre il bilancio di previsione, cui consegue un pesante ritardo nella determinazione delle aliquote dei tributi locali e delle tariffe dei servizi pubblici. Questo ritardo contrasta con le esigenze dei cittadini e delle imprese che hanno tutto il diritto di conoscere, all'inizio dell'esercizio, l'ammontare delle imposte e delle tasse locali. Un sistematico rinvio è una grave questione, perché si riflette in un ritardo nella riscossione delle entrate, rendendo più onerosa la gestione delle spese e l'osservanza dei termini di pagamento dei debiti.

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