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Costi da reati, col decesso viene meno l'indeducibilità

del 19/10/2013
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Costi da reati, col decesso viene meno l'indeducibilità
In caso di decesso dell'amministratore che ha commesso il fatto delittuoso, con sentenza penale di non luogo a procedere nei suoi confronti, viene meno l'indeducibilità dei costi da reato contestata alla società. Di più. La società acquisisce anche il diritto al rimborso delle maggiori imposte e delle sanzioni, con i relativi interessi, eventualmente pagate in ragione della predetta indeducibilità.

Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 66/02/13 della Ctp di Cremona, depositata lo scorso 31 luglio.

L'articolo 14, comma 4-bis, della Legge n.537/93 stabilisce che «non sono ammessi in deduzione i costi e le spese dei beni o delle prestazioni di servizi direttamente utilizzati per il compimento di atti o attività qualificabili come delitto non colposo per il quale il pubblico ministero abbia esercitato l'azione penale». La stessa norma opera, tuttavia, delle precisazioni: qualora intervenga una sentenza definitiva di assoluzione o non luogo a procedere, salvo che sia per prescrizione, nei confronti dell'autore materiale del comportamento, l'indeducibilità viene meno.

Nel caso trattato dai giudici tributari di Cremona, veniva contestata a una società del settore dolciario una frode commerciale, per aver variato il termine di conservazione apposto sulla merce commercializzata.

La singolarità della questione sta nel fatto che il giudizio penale connesso alla contestazione fiscale dei costi da reato si era estinto per effetto del decesso del reo, con conseguente sentenza di non luogo a procedere nei suoi confronti. Il collegio tributario giudicante ha ritenuto che la fattispecie fosse idonea a determinare l'illegittimità della pretesa fiscale. Con la morte dell'amministratore, infatti, «è venuto meno il presupposto legale per il recupero a tassazione dei costi e delle spese dei beni o delle prestazioni di servizi utilizzati per il compimento di atti o attività qualificabili come delitto non colposo». La Ctp ha anche affermato il diritto al rimborso, per la società, di quanto versato a tale titolo: «È così riemerso il diritto della ricorrente al rimborso delle maggiori imposte versate in seguito alla contestata non ammissibilità in deduzione di tali costi e dei relativi interessi, oltre che delle sanzioni».

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