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Il patteggiamento costa caro

del 18/10/2013
di: di Marilisa Bombi
Il patteggiamento costa caro
L'emissione di una sentenza secondo il rito del patteggiamento, in cui manca pertanto un giudizio formale di accertamento del fatto di reato costituisce, comunque, presupposto per l'irrogazione, da parte della pubblica amministrazione, del divieto all'esercizio dell'attività commerciale. Lo ha stabilito il Consiglio di stato, sezione V, con la sentenza 4921, depositata il 7 ottobre scorso. Dal tenore letterale dell'art. 445 del codice di procedura penale, ha precisato la sezione, richiamando il contenuto della disposizione, «emerge chiaramente la volontà del legislatore di escludere l'efficacia della sentenza patteggiata solo nell'ambito dei giudizi civili e amministrativi, restando, per converso, ferma la sua equiparazione alla pronuncia di condanna a ogni altro fine». In altri termini, la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti non può essere posta dal giudice civile o amministrativo a fondamento di pronunce che postulino l'accertamento del fatto, né può spiegare effetti penali che siano subordinati a detto accertamento, in quanto priva dell'autorità propria del giudicato sostanziale. Ciò nonostante, afferma ancora il collegio richiamando un proprio precedente, è «del tutto equivalente alla condanna ordinaria, in mancanza di una disposizione che lo escluda espressamente, rispetto a quegli effetti extrapenali che l'ordinamento automaticamente ricollega al fatto giuridico della condanna, indipendentemente dai presupposti e dalle modalità procedimentali con cui sia stata adottata». Il collegio, pertanto, non ha ritenuto di discostarsi dall'insegnamento giurisprudenziale consolidato e coerente al citato dato normativo, secondo cui «quando una norma assume l'esistenza di una condanna penale come presupposto (più o meno vincolante) per l'adozione di un provvedimento amministrativo, ovvero quale preclusione all'esercizio di determinate facoltà o diritti, a questi fini vale come sentenza di condanna anche quella emessa a seguito di patteggiamento».
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