Consulenza o Preventivo Gratuito

Omessi versamenti Iva, sì ai sequestri per equivalente

del 18/10/2013
di: Debora Alberici
Omessi versamenti Iva, sì ai sequestri per equivalente
È legittimo il sequestro per equivalente sull'abitazione del contribuente indagato per omesso versamento dell'Iva per conto della società da lui rappresentata.

È quanto si evince dalla sentenza della Corte di cassazione n. 42643 del 17 ottobre 2013.

La vicenda riguarda un manager sospettato di aver evaso l'Iva e le ritenute per conto della sua società per oltre 200 mila euro.

A questo punto le autorità avevano spiccato il sequestro per equivalente sull'abitazione del contribuente.

Lui ha impugnato l'ordinanza di fronte al Tribunale delle libertà di Macerata, ma senza successo. Quindi la difesa ha fatto ricorso alla Suprema corte, che ha però dichiarato inammissibili tutti i motivi.

In particolare ad avviso del legale sussisteva una violazione dell'articolo 42 della Costituzione che protegge la proprietà privata dei singoli cittadini.

La terza sezione penale non ha condiviso la tesi affermando che non può trovare ingresso la censura con cui si contesta l'applicazione della misura cautelare sulla casa di abitazione, in violazione dell'articolo 42 della Carta fondamentale, «in quanto le ragioni allegate a sostegno della stessa attengono all'esecuzione del decreto di sequestro e, quindi, esulano dal campo del riesame, il cui fine non può andare oltre l'analisi valutativa del decreto in sé considerato e non dei passaggi procedimentali ulteriori».

Inoltre, la Cassazione ricorda che in materia di sequestro preventivo la ricostruzione del fumus da parte del giudice di merito non può giungere fino alla valutazione degli indizi: il vaglio non attiene alla fondatezza degli elementi di fatto, ma solo alla verifica della corrispondenza tra il fatto per cui si procede e la fattispecie criminosa, essendo il fumus commissi delicti da intendersi come astratta configurabilità del reato ipotizzato, senza estendere la cognizione agli indizi di colpevolezza, a meno che da questi non emergano elementi di immediato rilievo.

Anche la procura generale della Suprema corte, nell'udienza tenutasi al Palazzaccio lo scorso 26 settembre, ha chiesto al Collegio della terza sezione penale di confermare il sequestro per equivalente sulla prima casa, al di là del precetto costituzionale sulla tutela della proprietà.

vota