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Il reato di stalking è al futuro

del 18/10/2013
di: di Antonio Ciccia
Il reato di stalking è al futuro
Querela a revocabilità limitata per i reati di stalking, ma solo per quelli commessi dopo il decreto legge sul femminicidio (n. 93/20139). Per quelli precedenti la rimessione è possibile senza limiti. La novità procedurale, infatti, non si applica retroattivamente e per i vecchi reati si può procedere con la remissione della querela anche tacita ed anche extraprocessuale. Questa l'importante precisazione che arriva dalla Procura della repubblica di Trento, che con una circolare (n. 13/2013 del 17 ottobre 2013) ha illustrato le ricadute operative del dl 93/2013 convertito con modifiche dalla legge 119/2013.

Querela. Con la legge di conversione del decreto 93/2013 la querela è tornata ad essere revocabile, ma solo ad alcune condizioni. La disciplina lascia senza espressa soluzione la questione di diritto transitorio: per i fatti pregressi la querela può essere anche extra processuale e tacita? È rimettibile la querela per fatti per i quali il dl 93 prevede l'irrevocabilità? La circolare risponde applicando il principio tempus regit actum. Quindi un fatto pregresso può essere oggetto di rimessione, anche extraprocessuale, in quanto per la disciplina della querela (e quindi della rimessione della stessa) conta il momento in cui è stata presentata.

Chiusura indagini. L'avviso di conclusione delle indagini deve essere mandato anche alla persona offesa e al suo difensore (se nominato). Per l'avviso della richiesta di archiviazione la circolare riscontra un problema interpretativo e applicativo nel fatto che l'avviso è dovuto per i delitti commessi con violenza alla persona (anche quando non ne ha fatta richiesta). Secondo la circolare la norma va applicata alle ipotesi di violenza endofamiliare o di violenza di genere.

Minori. L'aggravante della commissione del fatto in presenza di un minorenne. ricorre quando il minore assiste normalmente in ambito familiare ad atti di violenza fisica o psicologica commessa a danno di genitori, ascendenti, fratelli, conviventi. L'aggravante della violenza assistita, precisa la circolare, presuppone, però, la consapevole percezione da parte del minore: non scatta, dunque, nel caso di minore in così tenera età da non essere in grado di comprendere il fatto incriminato. Tra l'altro deve trattarsi di fatto commesso in presenza del minore: vanno esclusi quindi i fatti solo indirettamente percepiti, come il sentore di litigi e condotte violente tra genitori.

Avvisi. Una novità del decreto 93/2013 è rappresentata dalle informazioni che bisogna dare alla persona offesa: al momento della acquisizione della notizia di reato la vittima deve essere avvisata della facoltà di farsi assistere da un difensore e della possibilità di accedere al gratuito patrocinio. La circolare rileva che non sempre è facile individuare la persona offesa. In ogni caso l'avviso andrà inserito in calce al verbale di ricezione della denuncia/querela e se quest'ultima è ricevuta dalla polizia giudiziaria, sarà la stessa polizia giudiziaria a doversi occupare dell'avviso.

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