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Super aiuti alla crescita economica

del 17/10/2013
di: Norberto Villa
Super aiuti alla crescita economica
Incremento automatico dell'Ace nel triennio 2014-2016 grazie alla fissazione di nuove aliquote del rendimento nozionale che sono più alte rispetto a quelle già applicate per il 2011 e 2012. L'incremento delle aliquote del rendimento nozionale non avrà effetto nel calcolo degli acconti. Queste le novità che la legge di stabilità vorrebbe introdurre con riguardo all'aiuto alla crescita economica.

La legge di Stabilità sposta in avanti di tre anni l'adeguamento del rendimento nozionale legato ai rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici introducendo delle misure fisse. La versione originaria dell'Ace prevedeva all'art. 1, comma 3 del dl 201/2011, quale rendimento nozionale da applicare all'incremento di capitale, la misura fissa al 3% nel primo triennio di applicazione (2011-2014). Dopo tale periodo il rendimento doveva essere fissato da un decreto tenendo conto del rendimento dei titoli obbligazionari pubblici. La legge di stabilità prevede ora che la fissazione tramite decreto dell'aliquota interverrà solo a partire dal 2017 mentre per i primi sette anni di applicazione (2011-2016) la misura è già fissata in modo definitivo ma con un incremento rispetto a quanto originariamente previsto per il primo triennio. Infatti in base alla nuova previsione il rendimento nozionale da utilizzare per il calcolo dell'aiuto alla crescita economica è fissato a una aliquota del 3% con riferimento al triennio 2011-2014 poi incrementato e fissato per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2014, al 31.12.2015 e al 31.12.2016 rispettivamente al 4, 4,5 e 4,75%. Dopo di che dovrà intervenire il decreto ministeriale.

Un'altra misura assunta riguarda invece la rilevanza dell'Ace nella determinazione degli acconti d'imposta. Si stabilisce che i soggetti che beneficiano della deduzione devono determinare gli acconti d'imposta per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2014 e al 31.12.2015 utilizzando l'aliquota percentuale del rendimento nozionale relativa al periodo d'imposta precedente. In sostanza si annulla nel calcolo degli acconti l'incremento descritto in precedenza che in ogni caso potrà sempre essere considerato dal contribuente qualora decidesse di calcolare gli acconti non secondo il metodo storico ma in base a quello previsionale (pur con tutti i rischi che ciò comporta). Il giudizio sulla prime delle due novità deve restare in sospeso essendo a oggi impossibile stabilire se quanto previsto abbia o meno margini di convenienza per le imprese: senza conoscere i tassi medi dal 2014 in avanti non è possibile confrontare gli stessi con le misure fisse. Più facile invece una valutazione della seconda misura che annullando l'effetto positivo dell'incremento del rendimento in sede di calcolo dell'acconto non pare del tutto in linea con la finalità di una misura che vorrebbe incentivare la capitalizzazione e la crescita delle imprese.

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