Consulenza o Preventivo Gratuito

Furto d'identità sulla graticola

del 16/10/2013
di: di Antonio Ciccia
Furto d'identità sulla graticola
Punita la truffa con furto di identità. L'articolo 9 del decreto legge 93/2013 (noto come decreto contro il femminicidio, convertito in legge n. 119/2013, pubblicata sulla G.U. n. 242 del 15 ottobre 2013, in vigore dal 30 ottobre prossimo) sanziona i raggiri commesso con furto e indebito uso dell'identità digitale. Il parlamento ha mantenuto con emendamenti tecnici migliorativi del testo le integrazioni all'articolo 640 ter del codice penale. È stata, invece, abrogata la responsabilità amministrativa pecuniaria delle imprese in caso di condanna di manager e dipendenti per reati contro la privacy. Lo smantellamento dell'estensione delle sanzioni alle imprese disarma il codice della privacy, le cui norma penali sono pochissimo applicate. Ma vediamo cosa prevede il decreto dopo gli emendamenti parlamentari.

FURTO D'IDENTITÀ

Si prevede una aggravante speciale della frode informatica per il fatto commesso con furto o indebito utilizzo dell'identità digitale, Nella prima versione l'artificio era descritto come «sostituzione dell'identità digitale». Anche per questa ipotesi di aggravante il reato è perseguibile d'ufficio, senza bisogno di querela della persona offesa. Con il reato di frode informatica viene punito chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una circostanza aggravante, tra cui quella di abusare della qualità di operatore del sistema. Il decreto legge aggiunge, come circostanza aggravante, l'ipotesi in cui il fatto sia commesso con sostituzione dell'identità digitale in danno di uno o più soggetti. In questo caso scatta la punibilità d'ufficio. Peraltro la punizione scatta se la sostituzione digitale è realizzata come mezzo per conseguire un profitto con altrui danno. La mera sostituzione digitale non è compresa nella nuova fattispecie e per essa occorre ricorrere ad altri reati, anche se non sempre il livello di tutela è adeguato.

Bisogna ricorrere, ad esempio, all'articolo 494 del codice penale (sostituzione di persona), anche se la sanzione è lieve, applicandosi la reclusione fino a un anno. Si pensi che la nuova frode informatica mediante sostituzione digitale viene punito dal decreto legge con la reclusione da due a sei anni e della multa da 600 a 3 mila euro. Altra fattispecie utilizzabile è l'articolo 167 del codice della privacy (dlgs n. 196/2003, art. 1), che punisce il trattamento illecito dei dati personali, ma anche qui si stabilisce una pena lieve (reclusione fino a 18 mesi). Altre fattispecie di reato utilizzate, in mancanza di una disposizione specifica, sono la diffamazione o la falsità materiale in scrittura privata, ma anche qui il livello di protezione potrebbe non essere adeguato considerata la necessità della querela di parte.

© Riproduzione riservata

vota