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Casse autonome, ma a caro prezzo

del 16/10/2013
di: Daniele Cirioli
Casse autonome, ma a caro prezzo
Lo stato «vende» l'autonomia alle casse professionali. Infatti, in cambio del versamento annuale del 12% dei consumi intermedi del 2010, gli enti di previdenza privati e privatizzati potranno ottenere l'esonero dai vincoli di spending review. A prevederlo è la bozza di legge stabilità 2014 ieri all'esame del consiglio dei ministri, con un'operazione che potrebbe fruttare all'erario (ma a scapito dei professionisti) una cifra annua valutabile attorno ai 15 mln di euro.

Aaa… autonomia offresi. La norma affronta una diatriba che va avanti dal 2010, esattamente dall'entrata in vigore della legge n. 196/2009 in cui, per la prima volta, gli enti di previdenza (disciplinati dal dlgs n. 509/1994 e dal dlgs n. 103/1996) vengono tracciati come pubbliche amministrazioni. In quanto tali di conseguenza si ritrovano privati della loro tradizionale autonomia gestionale e, sotto il diretto controllo statale, arruolati nell'ambito dei provvedimenti sulla spending review. La questione, precisamente, è legata al famoso elenco Istat della predetta legge n. 196/2009 oggetto di contenzioso non del tutto chiuso. E la parola fine potrebbe adesso arrivare dalla disposizione prevista dalla bozza di legge di stabilità: anche se a caro prezzo, infatti, prevede una sorta di «stralcio virtuale» delle casse dall'elenco Istat con la conseguenza di ridare autonomia gestionale alle casse. In dettaglio la norma stabilisce che a partire dal 2014, per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede Ue e del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, gli enti di cui al dlgs n. 509/1994 e al dlgs n. 103/1996 possono assolvere alle norme vigenti in tema di contenimento della spesa dell'apparato amministrativo effettuando il riversamento a favore dell'entrata del bilancio dello stato, entro il 30 giugno di ogni anno, del 12% della spesa sostenuta per consumi intermedi nel 2010.

Una nuova tassa. La norma non impone la nuova tassa, ma la offre quale chance per evitare i vincoli della spending review. Versando il 12% infatti, continua la bozza di legge di stabilità, le casse sostituiscono tutta la normativa vigente in materia di contenimento della spesa pubblica che prevede, per conseguire i risparmi di finanza pubblica, il concorso delle amministrazioni di cui all'art. 1, commi 2 e 3, della legge n. 196/2009 (appunto l'elenco Istat), ferme restando i vincoli in materia di spese di personale. Converrebbe alle casse l'opzione della nuova tassa? Difficile a dirsi, perché l'operazione va valutata da diversi punti di vista, sia finanziari che gestionali. Dal punto di vista finanziario, per esempio, si tratterebbe di un rincaro dei costi poiché la legge n. 135/2012 ha già fatto carico le casse di tagliare e versare allo stato i consumi intermedi del 10% dall'anno 2013. Dal punto di vista gestionale, per esempio, la tassa esonererebbe le casse dal dover allineare i bilanci a quelli delle altre p.a., soluzione altrettanto critica e criticata dai vertici degli enti di previdenza professionali.

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