Consulenza o Preventivo Gratuito

L'Imu secondaria al 2015 e già polemiche sul Trise

del 16/10/2013
di: Matteo Barbero
L'Imu secondaria al 2015 e già polemiche sul Trise
L'Imu secondaria slitta al 2015. La proroga per ora è contenuta solo nelle bozze della legge di stabilità, ma dovrebbe essere confermata anche nel testo finale. Al momento, infatti, la nuova imposta, che avrebbe dovuto decollare dal prossimo anno, è ancora in attesa del regolamento statale attuativo.

La vicenda ha origine con il dlgs 23/2011, adottato nel quadro dei provvedimenti attuativi del federalismo fiscale. L'art. 11 ha previsto l'istituzione, dal 1° gennaio 2014, di un'imposta municipale secondaria destinata a sostituire una serie di tributi comunali «minori», ossia la tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap), l'imposta comunale sulla pubblicità (Icp) e il diritto sulle pubbliche affissioni, oltre che i prelievi alternativi introdotti dal dlgs 446/1997, cioè il canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap) e il canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (Cimp).

La disciplina applicativa, solo abbozzata dalla fonte primaria, è stata rimessa a un regolamento statale, che però non ha ancora visto la luce. Ciò ha generato notevoli incertezze nei comuni sull'impatto della riforma sia in termini finanziari che dal punto di vista della riscossione.

Sotto il primo profilo, si profila, per la componente «pubblicitaria» dell'imposta, il rischio di perdite di gettito a causa della riduzione della base imponibile sottoposta a prelievo e dell'eliminazione della possibilità di assoggettare a doppia imposizione la pubblicità effettuata su suolo pubblico. Sotto il secondo profilo, l'incompletezza del quadro normativo rappresenterebbe un ostacolo insormontabile ad eventuali procedure di affidamento del servizio all'esterno.

Inevitabile, quindi, che la partita finisca ai tempi supplementari, anche se sarebbe opportuno sfruttare l'extra time per affrontare le criticità in modo organico, nel momento in cui, con l'istituzione della nuova service tax, si pone mano ad una profonda riforma della fiscalità dei comuni.

Per il nuovo «Trise», peraltro, è già arrivata la prima bocciatura: in comunicato congiunto, Fise Assoambiente e Federambiente hanno sottolineato come esso presenti gli stessi difetti della Tares, mettendo insieme a forza i rifiuti e una serie di servizi comunali che nulla hanno a che vedere con l'igiene ambientale.

Oltre a intervenire sulle entrate, la legge di stabilità conterrà anche importanti misure in materia di patto di stabilità interno. Al momento, oltre all'alleggerimento degli obiettivi per complessivi 1,5 miliardi (di cui 1 miliardo per generiche spese «in conto capitale» e 500 milioni per il pagamento dei debiti pregressi), è prevista la modifica della base e dei coefficienti di calcolo e l'anticipazione delle scadenze dei Patti di solidarietà: in particolare, i bonus del Patto regionale verticale dovranno essere distribuiti entro il 15 marzo, mentre la dead-line per il Patto orizzontale nazionale si collocherà al 15 giugno. Quasi certa anche la completa digitalizzazione delle procedure di certificazione.

Novità anche per le regioni, che dal prossimo anno dovrebbero vedersi ridurre di circa 800 milioni gli obiettivi in termini di tetto di spesa eurocompatibile. Tornando agli enti locali, è da segnalare, infine, che l'ultima versione del dl contenente la «manovrina» di correzione dei conti pubblici dovrebbe fissare le percentuali finali per il calcolo dell'obiettivo del Patto 2013: 19,61% per le province, 15,61% per i comuni con più di 5.000 abitanti, 12,81% per gli altri comuni. Poco sotto i coefficienti massimi previsti per compensare gli sconti, poi cancellati, ai virtuosi.

vota